Oblomovismo è il settimo album di
Bologna Violenta e segna un ritorno deciso alle sonorità cybergrind delle origini, filtrate però attraverso una visione più consapevole e matura, frutto dell’esperienza accumulata con l’EP Cortina e l’album Bancarotta Morale.
Il disco contiene sedici brani brevi, violenti e stratificati, in cui l’urgenza sonora tipica del progetto convive con una riflessione più ampia sul presente. Il titolo prende ispirazione dal termine “oblomovismo”, coniato dallo scrittore russo Ivan Aleksandrovič Gončarov nel romanzo Oblomov (1859), e indica una condizione di apatia, ignavia e paralisi dell’azione: il protagonista del libro trascorre gran parte della propria esistenza immobile su un divano, rimandando ogni impegno e rifugiandosi in fantasie mai realizzate.
Traslato nel XXI secolo,
l’Oblomov di
Bologna Violenta è un individuo inghiottito da un divano digitale fatto di schermi, comfort tecnologici e connessioni permanenti. Da questa posizione di apparente centralità giudica il mondo, individua colpevoli e nemici per ogni fallimento personale, convinto di essere sempre e solo dalla parte della ragione, senza mai mettersi realmente in gioco.
I (finti) campionamenti da film e dischi del passato presenti in Oblomovismo funzionano come un monito: ciò che oggi appare futuristico domani sarà percepito come antico, obsoleto, persino reazionario. Le melodie arcaiche, le frasi in lingue sconosciute e le atmosfere esotiche che attraversano il disco ricordano quanto sia facile “connettersi” al mondo attraverso un dispositivo e giudicarlo senza mai alzarsi dal divano.
L’album include anche due brani già pubblicati in passato. Wanna Be Satan, uscito quasi dieci anni fa, affronta il tema degli imbonitori contemporanei, capaci di promettere risultati straordinari in modo semplice e immediato, senza alcun contenuto concreto e con un profondo disprezzo verso il proprio pubblico. Calcolatrice, originariamente parte di una compilation del 2018, nasce in un periodo di forte inedia nella vita di Nicola Manzan, che impiegherà sei anni per completare questo nuovo lavoro: forse una forma di oblomovismo riguarda anche l’autore stesso.
Con
Oblomovismo,
Bologna Violenta torna a colpire con un linguaggio sonoro estremo e diretto, utilizzandolo come strumento di critica sociale e riflessione sull’immobilismo contemporaneo.
Tracklist e artwork:
01. Oblomovismo
02. Tuk-Tuk Extravaganza
03. Somari
04. Fiabe Francesi
05. Sofia
06. Uomini Sottosviluppati
07. L’Amuleto
08. El Bombero Torero
09. Multiscolor
10. Il Vitello d’Oro
11. Blublublublublu
12. Calcolatrice
13. La Luna
14. Wanna Be Satan
15. Mosche
16. Bestia Uccide a Sangue Film
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