era il lontano febbraio 1987 , avevo 9 anni ed ero annoiato sul divano a guardare Sanremo coi miei genitori...finchè salirono sul palco come ospiti loro...l'illuminazione sulla via di Damasco! Il giorno dopo "obbligai" mio padre a comprarmi il vinile da ascoltare nel suo stereo. E' vero erano easy listening, ma ci sono tanti gruppi hard rock di blasone che si sognano la notte di scrivere pezzi come i loro e lo stesso vale tutt'oggi; infatti concordo in tutto sulla recensione di questa ultima fatica dei "giovanotti" svedesi: un disco eccellente, con delle vere e proprie perle, come la breve In the Absence of Grace. 8.5 stra meritato quindi...unico appunto l'intro di Scandinavian Eyes è tanto, tanto simile, troppo, a Coming Home degli Stratovarius, ma son scandinavi pure loro, per cui va bene così
ok, noia forse è esagerato, è che è filato liscio come una cosa omogenea all'ascolto, senza canzoni che mi abbiano fatto distogliere l'attenzione dal computer (ascolto mentre lavoro di solito) o che mi abbiano saltare sulla poltrona...non mi è parso di ascoltare né hit trascinanti, né ballads stracciamutande o strappalacrime...un flusso costante di power metal di pregevole fattura per carità, ma senza pretese...ecco...è comunque meglio di un buon 60-70% della loro discografia :)
l'ubriaco era riferito a me quando l'ho ascoltato , Graz...non mi permetterei mai!