Copertina 6,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2009
Durata:38 min.
Etichetta:ATMF

Tracklist

  1. EXORDIUM OF THE APOSTATE
  2. IN PURSUIT OF ALBION
  3. HELD IN REVERENCE
  4. GENESIS REVERSION

Line up

  • Torn: vocals
  • Dian: guitar
  • T. Vallely: drums

Voto medio utenti

Una lenta a putrida agonia, una discesa negli inferi che si rivela ossessionante e cupa, funerea nel suo incedere pachidermico, eppure da qualche parte in questo primo disco dei Sanctus Nex si fa avanti qualche lieve spiraglio di rinascita, metaforizzato dagli slanci tipicamente Black Metal, affilati come rasoi. La ATFM non ne vuole sapere di smettere. Di fare cosa? Di cercare in continuazione band che possano contribuire al proliferare di un settore che dedichi al concetto di Metal estremo delle caratteristiche perfettamente equilibrate fra tradizione ed evoluzione. Dopo i tedeschi Semen Datura è il turno di questo album intitolato Aurelia, e malgrado degli inevitabili momenti di fiacca - quattro brani per 40 minuti di musica - il veleno che riesce ad emanare da i suoi effetti sperati. Le inflessioni Funeral/Doom Metal di In Pursuit Of Albion sono molto accentuate e donano una sensazione di claustrofobia abbastanza forte, cosa che invece nella successiva e più classicamente Black Metal Held In Reverence, non succede, per il semplice motivo che l'attenzione viene concentrata su un qualcosa di più violento e devastante. Ovviamente vanno tralasciati i rallentamenti e gli arrangiamenti cupi e inquietanti, ma generalmente i toni della canzone sono più esasperati e violenti. Con la conclusiva Genesis Reversion si scivola senza poter resistere verso la nemesi completa, il tutto rimarcando con forza che questi Sanctus Nex hanno ben capito le potenzialità distruttive del Black Metal quando viene sporcato e imbastardito da devianze Funeral/Doom/Depressive e via discorrendo, la lista potrebbe essere interminabile. Sono il buio e l'oppressione sintetizzati in un album con tutti gli inconvenienti del caso. E' pur vero che non ci si avvicina ad un disco simile per sport, è comunque sia indirizzato ad un pubblico - di esauriti - ben predisposto all'annichilimento sonoro.
Recensione a cura di Andrea 'BurdeN' Benedetti

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