Werner Nadolny’s Jane - Live In Concert - Original 40th Anniversary Show

Copertina 6,5

Info

Dvd
Anno di uscita:2010
Durata:158 min.
Etichetta:SAOL

Tracklist

  1. TRUE ROMANCE
  2. ALL MY FRIENDS
  3. LADY
  4. SPACE WATERS
  5. BORROWED TIME
  6. DAYTIME
  7. FIRE, WATER, EARTH & AIR
  8. OUT IN THE RAIN
  9. WINDOWS / SPAIN / LOVE YOUR LIFE
  10. CIRCLE OF HANDS
  11. BACK AGAIN
  12. A LITTLE BIG WHILE
  13. HANGMAN
  14. POINT OF RETURN (JUTTA WEINHOLD GUEST ON LEAD VOCALS)
  15. THE ONE OUTSIDE (JUTTA WEINHOLD GUEST ON LEAD VOCALS)
  16. FAIRY PRIEST (JUTTA WEINHOLD GUEST ON LEAD VOCALS)
  17. WOUNDED PIONEER (JUTTA WEINHOLD GUEST ON LEAD VOCALS)
  18. TRIBUTE (JUTTA WEINHOLD GUEST ON LEAD VOCALS)
  19. TRUE ROMANCE (BONUS TV SPECIAL 2010)
  20. SPACE WATERS (BONUS TV SPECIAL 2010)
  21. WINDOWS / SPAIN / LOVE YOUR LIFE (BONUS TV SPECIAL 2010)
  22. A LITTLE BIG WHILE (BONUS TV SPECIAL 2010)

Line up

  • Werner Nadolny: keyboards, backing vocals
  • Torsten Ilg: vocals
  • Dete Klamann: guitar, backing vocals
  • Rolf Vatteroth: bass, backing vocals
  • Dr. Bogarth: piano, keyboards
  • Sven Petersen: drums
  • Jutta Weinhold: guest on vocals

Voto medio utenti

Inseriti spesso nel convulso calderone del krautrock, i tedeschi Jane hanno in realtà subito il fascino delle sonorità cosmico-sperimentali di Can e Amon Duul solamente nei loro primi anni di esistenza discografica, per poi dar vita ad una proposta musicale sostanzialmente hard-rock, con i Deep Purple e gli Uriah Heep (una band amatissima in Germania!) e appena un pizzico dei Pink Floyd (e dei primi Scorpions) ad alimentare con forza il cuore, i muscoli, i polmoni e l’immaginario artistico della band.
Ed è proprio questa la matrice sonora di “Live in concert - Original 40th anniversary show” un Dvd che celebra, come s’intuisce facilmente dal titolo, i quarant’anni di carriera della longeva formazione di Hannover, in questa diramazione denominata Werner Nadolny’s Jane, con il nome dello storico tastierista del gruppo a marchiare espressamente la sua ennesima incarnazione.
Attraverso un programma sufficientemente equilibrato che solca l’importante storia dei rockers germanici, non tralasciando nemmeno quella più recente, il dischetto registrato al Downtown Bluesclub di Amburgo nel maggio dello scorso anno, illustra piuttosto bene le caratteristiche tipiche della band, sintetizzabili come accennato, in una brillante interpretazione del rock duro albionico, coadiuvato da scampoli di traiettorie sinfonico-progressive, per un viaggio sonico evocativo e vibrante, edificato sulle iridescenti tastiere di Nadolny (all’occorrenza anche impegnato al sax, come avviene in “Wounded pioneer”) e del suo coadiutore Dr. Bogarth, ma in cui anche la chitarra di Dete Klamann e la voce di Torsten Ilg illuminano con una prestazione di buon livello l’intero show.
Non aspettatevi una performance particolarmente coreografica (l’unico orpello sono alcuni candelabri accesi portati sul placo da personaggi incappucciati all’inizio dell’esibizione) o esuberante: il tastierista è imperturbabile dietro al suo assortimento di strumenti, gli altri musicisti “tengono” la posizione sul palco, con disinvoltura, concentrazione e una certa flemma e ci vuole l’ingresso di una Jutta Weinhold (ex-Zed Yago / Velvet Viper) in ottimo stato di “conservazione” a dare una piccola “scossa” alla situazione. La gradita special guest, duettando con Ilg (da segnalare una splendida versione di “Hangman”) e impossessandosi in “solitaria” del microfono per gli ultimi cinque brani del concerto, dimostra tutta la vitalità e la passionalità contenuta in quelle prestanti corde vocali oggi solo leggermente arrochite (con un lieve tocco alla Janis Joplin che francamente non ricordavo) dal tempo.
La cover di “Circle of hands” degli Uriah Heep è l’unica vera citazione che concedo ad una godibile setlist, così come esaurirò velocemente il commento agli aspetti squisitamente “specialistici” dell’opera, riferendo di una regia assai essenziale, abbastanza statica e ripetitiva nelle riprese, ma non per questo eccessivamente soporifera.
Meno interessante risulta la sezione extra, rappresentata da uno special televisivo che ripropone quattro brani già apprezzati nello spettacolo amburghese, eseguiti in un’ambientazione molto vintage e proposti attraverso un montaggio a tratti degno dei migliori bloopers cinematografici, con i protagonisti che all’interno dello stesso brano appaiono vestiti in maniera differente a seconda delle inquadrature.
Un Dvd che, nonostante qualche limite tecnico, può tranquillamente fare parte della collezione dei fans del gruppo, e che se, in qualche maniera, riuscirà ad incuriosire i musicofili meno avvezzi alla materia (oltre ai Jane, vi consiglio anche un’indagine diacronica su Frumpy, Birth Control, Kin Ping Meh e Lucifer’s Friend, per chi scrive autori di un debutto degno dei migliori acts britannici), avrà assolto un compito anche più nobile del semplice perseguimento delle sue specifiche esigenze commerciali.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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