Axis of Perdition, The - Tenements (Of The Anointed Flesh)

Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2011
Durata:60 min.
Etichetta:Code666

Tracklist

  1. THE SLEEPER
  2. UNVEILED
  3. UNBOUND
  4. SIGILS AND PORTENTS
  5. THE FLESH SPIRAL
  6. DARK RED OTHER
  7. THE CHANGER
  8. DISINTEGRATION
  9. ORDAINED
  10. AWAKENINGS

Line up

  • Brooke Johnson Vocals, electronics
  • Michael Blenkarn Guitars, bass, electronics
  • Dan "Storm" Mullins Drums, electronics
  • Saulius Bielskis Electronics

Voto medio utenti

Per il sottoscritto parlarvi di “Tenements (of the anointed flesh)”, quarta fatica degli inglesi The Axis Of Perditions non è affatto facile.
Non è una mera questione di cercare le parole più adatte a descrivere le dieci canzoni che costituiscono il cd. La difficoltà nasce in quanto ho ancora nelle orecchie “777 sect(s)” dei Blut Aus Nord, autentico masterpiece di questo scorcio di 2011 in ambito black, e “diretto concorrente” dell’album in questione.
Non che “Tenements…” faccia la figura del vaso di coccio in mezzo a quelli di metallo, ma la pietra di paragone rischia di sminuire la valutazione di un album che ha in sé spunti davvero interessanti.
Senza contare che in questi giorni è uscito pure il nuovo dei connazionali Anaal Nathrakh…
Il sound black/industrial dei The Axis Of Perditions non è mai stato facile da digerire, chi vi dice l’opposto o mente o vi prende in giro, e non lo è neppure in questa occasione.
“Tenements…” va ascoltato più volte, anche a pezzi, prima di esser assimilato. Figuriamoci capito.
Le schizofrenie, il sound frenetico e altamente sincopato, i campionamenti elettronici che si sovrappongono all’ottimo lavoro della batteria, creano un effetto disturbante ed alienato capace di far provare in alcuni momenti una vera e propria fastidiosa ossessione.
Dopo l’intro”The sleeper”, l’incubo prende forma con la doppietta “Unveiled” e “Unbound”, il cui intricato procedere toglie i punti di riferimento all’ascoltatore rimescolando più volte le carte tramite un riffing chirurgico.
Non che nei successivi brani i The Axis Of Perditions siano più prevedibili, ma rimane forte l’impressione che questi due pezzi siano i più rabbiosamente ispirati del lotto.
La produzione è forse il vero anello debole di “Tenements…”. Il suono delle chitarre sembra troppo distante e low-fi, molto distorto ma privo di un reale spessore che ne avrebbe aumentato la valutazione finale.
Alla fine dell’ascolto, rimane la sensazione che la band inglese debba ancora completare il processo di maturazione prima di poter essere alla pari con acts d’oltremanica quali Deathspell Omega, Blut Aus Nord e Darkspace.

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.