Copertina 6,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2011
Durata:32 min.
Etichetta:Housecore Records
Distribuzione:Hammerheart

Tracklist

  1. CRUCIFUCKING THE POSSESSED
  2. PRUDENT TO THE THRONES OF GOD
  3. OBEY THE WILL OF HELL
  4. LUCIFER RISE
  5. ENOCHIAN TONGUES
  6. CHIMES OF DEAFENING MISERY
  7. INFLAMED WITH PRAYER
  8. GODFALL

Line up

  • Jay Gracianette: bass
  • Phil Anselmo: guitars, backing vocals
  • "Big" Ross Karpelman: keyboards
  • Wayne "Doobie" Fabra: vocals
  • Tommy Buckley: drums
  • Kevin Bond: guitars

Voto medio utenti

Cominciamo con un po' di storia: i Christ Inversion nascono nel 1994 per mano del mai pago Phil Anselmo e sono autori di due demo che poi confluiranno in questa compilation intitolata semplicemente "Christ Inversion" edita nel 2008 per Housecore Records, e che oggi la riattivata Hammerheart Records si occupa di distribuire sul mercato europeo. Nonostante la presenza di molti esponenti di spicco della zona di New Orleans, tra cui spicca sicuramente lo stesso Anselmo, la proposta musicale di questo side project è ben lungi dai toni lenti e paludosi tipici della produzione musicale locale: come i titoli lasciano facilmente intuire, siamo di fronte ad un black metal rozzo e primitivo, condito in salsa lo fi dove gli elementi predominanti sono ovviamente la batteria furente, la chitarra zanzarosa di Anselmo e lo scream disumano di Wayne "Doobie" Fabra. Facile quindi prefigurarsi brani non troppo ricercati e dediti a celebrare un sentimento di odio nei confronti della religione, anche se i Christ Inversion non giocano solamente a fare i trucidoni e dotano le proprie creature di stacchi lenti e sepolcrali, talvolta sottolineati dalle lugubri tastiere di Ross Karpelman.
Viene veramente difficile definire i Christ Inversion una band vera e propria, trattandosi più che altro un side project di Phil Anselmo, tra l'altro defunto da tempo, stando a le frammentarie notizie che si hanno della formazione. In ogni caso il loro tributo al black metal più puro ed iconoclasta è genuino e sincero, e potrebbe torvare qualche consenso tra gli adepti del genere. Questa volta i fan dei Pantera o dei Down rimarranno delusi..
Recensione a cura di Michele ’Coroner’ Segata

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