Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2012
Durata:34 min.
Etichetta:Comatose Music
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. ARCHITECTURE OF LUST
  2. SANGUINIS BESTIAE SOLIUM
  3. DEMISE OF THE CARNAL PRINCIPLE
  4. THE LAMENT CONFIGURATION
  5. EXPOSITION OF DEFORMITIES
  6. ETERNITY TO DEVOUR
  7. SADISTIC ILLUSIVE PURITANISM
  8. BLESSING UPON MY REDEMPTION
  9. DET HELGERåN AV HäXOR (OUTRO)

Line up

  • Tya: vocals
  • Meatgrinder: guitars
  • Jacopo: bass
  • Davide "Brutal Dave" Billia: drums

Voto medio utenti

Tra i nomi storici più importante della musica estrema italiana, gli Antropofagus tornano oggi con un nuovo disco intitolato "Architectures Of Lust", dopo tredici anni dal precedente album "No Waste Of Flesh", ancora oggi apprezzato lavoro di brutal death metal. La lunga pausa avrà forse attenuato la voglia di devastare tutto del combo ligure? Se questa domanda riecheggia insistente nel vostro cervello, si dissolverà in una bolla di sapone dopo pochi istanti dall'inserimento di "Architectures Of Lust" nel vostro lettore cd: gli Antropofagus del 2012 non hanno ceduto terreno e si ripropongono oggi ancor più incazzati e brutali che mai, rimarcando come il sottobosco undergound italiano (ed in particolar modo quello estremo) sia vivo, vegeto e di valore. Quello che troverete in questo disco è brutal death metal veloce ed incazzato, impreziosito da una tecnica eccellente e da dei suoni potenti ed al passo coi tempi, in grado di stringere l'ascoltatore in una morsa come farebbe un boa costrittore con la propria preda. Vi sentirete soffocare tra le spire di "Sanguinis Bestiae Solium", la poderosa titletrack, "The Lament Configuration", "Sadistic Illusive Puritanism" o "Exposition Of Deformities", accerchiati da un vorticoso susseguirsi di riff grondanti sangue e una batteria tritatutto a base di blast e doppia cassa. Su tutto questo si staglia il growl malsano e feroce di Tya, marcia in più di "Architectures Of Lust". Anche se il disco è granitico e viaggia perennemente a ritmi serratissimi, gli Antropofagus sono riusciti a comporre un album in grado di non stufare, pur non presentando grosse variazioni sul tema, sintomo che i ragazzi hanno sviluppato un sogwriting abbastanza maturo da non risultare noisoso o eccessivamente monocorde.
In conclusione, c'è di che rallegrarsi dal comeback discografico degli Antropofagus, che con "Architectures Of Lust" confermano la loro importanza all'interno del panorama metal estremo tricolore. Se siete amanti del genere non potete lasciarvi sfuggire un album come questo.
Recensione a cura di Michele ’Coroner’ Segata

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