Copertina 7

Info

Anno di uscita:2012
Durata:31 min.
Etichetta:Massacre Records

Tracklist

  1. FAITH
  2. VIRUS
  3. DAWN OF DEATH
  4. CARNAGE
  5. BIO-DEATH
  6. CHOKERS
  7. DOMINATION
  8. XENOTRANSPLANT
  9. FINAL SOLUTION
  10. SPYRAL

Line up

  • Claudio Peterlini: vocals
  • Giovanni Spagnolli: guitars
  • Davide Benedetti: guitars
  • Michele Finadri: drums

Voto medio utenti

Dalla Germania si continua a guardare all'Italia, e lasciati in sospeso sia i confronti calcistici sia quelli politico/economici, è evidente come negli ultimi tempi la Massacre Records abbia puntato su diversi gruppi provenienti dalla nostra penisola.

Nell'occasione, gli altoatesini Chaos Theory che, dopo un primo demo realizzato nel 2010, esordiscono sulla lunga distanza con questo "Bio-Death".
Al di là del titolo che hanno scelto, i Chaos Theory suonano un Thrash spiccatamente old school, roccioso ed affilato, tra Annihilator, Nuclear Assault, Evil Dead.

Certo, in tempi di R.W.O.H.M. (Revival Wave of Heavy Metal), il buon vecchio Thrash Metal è uno dei generi maggiormente inflazionati (Warbringer, Evile, Fueled By Fire, Municipal Waste...) ma i nostri Chaos Theory non si rivelano per nulla inferiori alle formazioni appena citate, anzi, mettono in campo una bella dose di rabbia e furore convogliata in una decina di canzoni che nella mezz'ora a loro disposizione lasciano il segno, e non solo negli speakers, ma anche ai padiglioni auricolari ed al collo degli incauti ascoltatori.
Tra i brani che potrebbero fare i danni maggiori, si possono indicare la cattiveria incalzante di "Faith" e della slayeriana "Bio-Death", "Xenotransplant", con in evidenza la voce un po' strozzata ma declamatoria di Claudio Peterlini, oppure la successiva "Final Solution" (con quel suo passo alla Testament), dove la scena tocca alle chitarre di Giovanni Spagnolli e Davide Benedetti.

Sicuramente ancora derivativi, e non manca all'appello qualche ingenuità, ma ascoltandoli alle prese di "Bio-Death", i Chaos Theory non danno mai la sensazione di trovarsi di fronte ad una banale tribute band, è già questo un un bel punto a loro favore.

Well, it's a dirty job but someone's gotta do it
And it's a dirty review but someone's gotta write it ...
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.