Bayside - Sirens And Condolences

Copertina 7

Info

Anno di uscita:2004
Durata:40 min.
Etichetta:Victory
Distribuzione:Get Smart

Tracklist

  1. MASTERPIECE
  2. POISON IN MY VEINS
  3. PHONE CALL FROM POLAND
  4. TALKING OF MICHELANGELO
  5. ALCOHOL AND ALTAR BOYS
  6. A SYNONYM FOR ACQUIESCE
  7. HOW TO FIX EVERYTHING
  8. KELLUM
  9. IF YOU'RE BORED
  10. JUST ENOUGH TO LOVE YOU
  11. GUARDRAIL

Line up

  • Anthony: vocals, guitar
  • Jack: guitar, vocals
  • Andrew: bass
  • Jim: drums

Voto medio utenti

I Bayside si sono formati a Long Island (NY) nell'inverno del 2000. Da allora hanno preso parte ad alcune compilation e hanno pubblicato il mini "Long stories short" (2001) e uno split cd con i Name Taken (2003). "Sirens and condolences" è il loro primo full-lenght e devo dire che ci presenta una band già parecchio matura e capace di confezionare brani qualitativamente molto buoni. Da un punto di vista stilistico si può dire che il quartetto si inserisce nel filone emo, un genere che in questi ultimi tempi sta raccogliendo molti consensi e che, specie negli USA, viene proposto da un numero sempre crescente di gruppi. Le canzoni dell'album colpiscono subito per la loro immediatezza ma non direi che si tratta di materiale scontato, difatti quello che stupisce è il modo in cui questa giovane formazione ha saputo conciliare la freschezza e la semplicità delle classiche punk-rock songs con atmosfere e melodie che sembrano quasi prese a prestito dalla new wave degli anni ottanta. A tutto ciò si aggiungono alcuni richiami al metal e delle vocals molto ispirate, che di sicuro costituiscono uno dei punti di forza di questa release. Tra i pezzi in essa contenuti vorrei citare in particolar modo quelli lievemente più tirati, che a mio parere sono anche i migliori: l'opener "Masterpiece" è un'ottima introduzione a quello che è il mondo dei Bayside, con il suo ritornello accattivante e la sua struttura lineare ma mai troppo ripetitiva, poi c'è la trascinante "Phone call from Poland", sicuramente uno degli episodi più dinamici di "Sirens...", che in più di un'occasione mi ha ricordato certe cose dei Thursday. Molto belle anche "Kellum" (che si mette in evidenza per la particolarità delle sue linee melodiche e per una sorta di mood malinconico che a tratti la caratterizza) e la conclusiva "Guardrail", una canzone che va dritta al cuore e chiude alla grande un lavoro che mi ha sorpreso in maniera più che positiva, e che credo piacerà a tutti gli appassionati questo genere musicale. C'è poco altro da aggiungere, se non che il gruppo è partito subito col piede giusto e che, se continua in questa direzione, ha tutte le carte in regola per arrivare al successo nel giro di pochissimo tempo.
Recensione a cura di Angela 'Grendel' Benemei

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