Copertina 8

Info

Anno di uscita:2013
Durata:60 min.

Tracklist

  1. MIND FLAYER
  2. REFUGEES IN WASTELANDS
  3. THE GREAT PLAGUE
  4. WAR ZONE
  5. NEED NO GUIDANCE
  6. FLAMES OF BLACK FIRE
  7. ERADICATE
  8. HERO
  9. PARASITE
  10. NOTHING CHANGES
  11. EYE OF THE THUNDERSTORM
  12. EPITAPH

Line up

  • Marco Piu: vocals
  • Andrea Giribaldi: guitars
  • Gianni Corazza: guitars
  • Tony Rassu: bass
  • Claudio Sechi: drums

Voto medio utenti

Gli (ormai) ex Red Warlock hanno sicuramente avuto i loro buoni motivi per decidere di adottare di un nuovo monicker, scelta che mi trova assolutamente d'accordo, per quanto se da una parte potrebbe rischiare di vedere azzerati tutti gli sforzi fatti sinora, dall'altra sgombra il fronte da qualunque dubbio sulla proposta musicale di questa formazione.
Infatti, continuare a presentarsi come Red Warlock, avrebbe portato a confonderli nel sempre più ribollente calderone del Power Metal, mentre la nuova denominazione Negacy è meno codificata e maggiormente indicata per la loro crescita musicale, verso un Metal moderno ed eclettico, dalle molteplici sfaccettature, tra Nevermore, Metal Church, Angel Dust, Evergrey e... Negacy.

Pur nella loro evidente evoluzione, tutti gli aspetti positivi rilevati su "Serve Your Master" sono nuovamente al servizio dell'ultimo nato: dalla voce di Marco Piu, al guitarwork del duo Andrea Giribaldi e Gianni Corazza, passando per una sezione ritmica precisa e pulsante, grazie al lavoro di Tony Rassu e Claudio Sechi. Un blend che unito a un songwriting efficace e a innegabili capacità negli arrangiamenti, garantisce l'efficacia di canzoni come l'iniziale "Mind Flayer", "War Zone" oppure "Parasite".
Devo comunque ammettere di avere un debole per "Hero", brano dove Marco Piu conferma tutte le buone impressioni suscitate in passato: una grande voce e superbe capacità interpretative, e non credo di sbagliare nel cogliervi pure più di qualche rimando a Bruce Dickinson, accentuato, ad esempio, su "Nothing Changes" o sulla ben più ruvida "Eye of the Thunderstorm", anche se poi i Negacy non si fanno mancare nemmeno passaggi di cantato bello cattivo, come avviene nel corso della scardinante "The Great Plague".

"Negacy" è stato completamente autoprodotto dal gruppo stesso e per ora non ha ancora il supporto di una casa discografica. Mi auguro ancora per poco.

Live, grow stronger, fight another day... [Cit].




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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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