Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2014
Durata:non disponibile
Etichetta:Apathia Records

Tracklist

  1. DHAMAR
  2. RAMAHD
  3. RELEASE THE CRACKHEAD
  4. PENTAMèRE
  5. KALAKAKA
  6. RUPACK
  7. COI
  8. KRR
  9. 한오백년
  10. COQ AU VIN
  11. CHAUTAL

Line up

  • Sacha Vanony: vocals. keyboards, flute
  • Martyn Clement: guitars backing vocals
  • Damien Salis: drums
  • Jonathan Marole: bass, backing vocals

Voto medio utenti

Attenzione: ascoltando questo disco vi ritroverete a ridere come imbecilli mentre state guidando o rotolerete sul pavimento della vostra camera in preda a spasmi addominali.

Impossibile resistere a questi pazzi francesi che già si presentano con un nome degno di uno dei tag più estremi di Xvideos o Youporn, per non parlare del minacciosissimo titolo dell'album: The Talas Of Satan. Yeah!
Partiti come, duo Martyn e Sacha, hanno pubblicato un paio di dischi a nome Hardcore Anal Hydrogen prima di allargare la formazione a quattro componenti in occasione dell'album di cui vi parlo oggi, in modo da riuscire a proporre dal vivo i loro esperimenti sonici.

Non potete ancora comprendere il mio stato mentale attuale, non li avete probabilmente ancora incrociati, ma quando farete partire i video in fondo alle rece, tutto vi sarà più chiaro. Dei pazzi scatenati che ti accolgono nel loro mondo con una prima traccia che unisce bonghi, Meshuggah, un flauto di pan, urla filtrate insensate e schizofrenia a palate che prosegue per tutte le malate canzoni che compongono questo debutto. Non siete convinti che siano deviati? Continuate pure a farvi "coccolare" dalle melodie orientali di Pentamére a base di strumenti come erhu, ruan e xiao, ma se queste stranezze non vi bastano proseguite con la schizzata 한오백년 che ospita una voce femminile che sembra una Marina Massironi sbraitante, o provate con la spassosissima Coq au Vin a base di melodie "trallalà e coccodè". Tutte queste "stranezze" in musica sono incrociate con bordate modern thrash, hardcore o grind che vanno a costruire canzoni senza una struttura fissa, senza che vengano seguite le normali regole compositive, creando così un vero esperimento sonoro. In certi momenti mi hanno ricordato alcune cose più deviate dei grinders cechi !T.O.O.H.!, anche se la cosa non so se vi sarà di aiuto, saremo probabilmente in 3 a conoscerli.

Anche la voce viene utilizzata come uno strumento, tra vocalizzi, filtri, richiami alle tradizioni etniche e ogni sorta di pazzia, non penso nemmeno esistano i testi, solo vaghe parole a caso. Ciò nonostante non sono da considerarsi come noise. La loro proposta, per quanto complessa e piena di stranezze, ha una base ritmica e melodie armoniche studiate, interpretate spesso da chitarre virtuose, indubbiamente metal, ma che esula dalla "ripetitività" e monotonia di una composizione standard.

Loro si definiscono experimental death hardcore contemporaneo e citano tra i loro ispiratori Napalm Death, Django Reinhardt, Ennio Morricone nonché svariati artisti e gruppi a me sconosciuti dediti allo sperimentalismo. Ma quello che questa etichetta sta a significare lo potrete comprendere solo dopo che li affronterete.

Fottutamente malati.



Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

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