Copertina 8

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2015
Durata:47 min.
Etichetta:My Sonic Temple

Tracklist

  1. MAR DEL FUEGO
  2. CRYOGENIA
  3. SAMSARA
  4. THE LOVE INSIDE
  5. VOLCANIC STREAMS
  6. THE YARD
  7. GO
  8. RIVERMAKER
  9. CAUSE AND EFFECT
  10. THE THRILL SEEKER

Line up

  • Dicki Filszar: drums
  • Jesse Nason: keys
  • Ryan Hurtgen: vocals, piano
  • Johannes Luley: guitars
  • Chris Tristam: bass

Voto medio utenti

Il crowdfunding colpisce ancora. E lo fa nel migliore dei modi, lasciando la fervente passione di un nugolo di fan dei Perfect Beings libera di esprimersi attraverso la bravura dei propri idoli made in L.A., California. E che colpo ragazzi.

Perfect Beings II è qualcosa di sincero, che che vibra nell'anima per contenuti e forma. Un'esperienza compositiva ragionata, necessariamente attenta e meticolosa eppure mai di fretta, che risalta con onore tra le mille insidie del progressive rock settantiano, restaurato per l'occasione in chiave contemporanea. Le chitarre, nelle ottime mani di Luley, aggrediscono lo spartito quando serve per poi defilarsi a bilanciare il tutto su toni bassi, giocando su timbriche chiuse, come nei frammenti jazz della delicata "The Yard". Ryan Hurtgen modella un voce da top player, espressiva, delicata, accordata a dovere nelle frequenti armonizzazioni intimiste presenti in questo lavoro, come insegnano "Rivermaker" e "Cryogenia", vicine alle clean di Tommy Giles Rogers del fantastico The Parallax II: Future Sequence (Between the Buried and Me).

Impossibile e controproducente un'analisi track-by-track, tra l'altro sfiorata appena. La caratteristiche dello Yes-Floyd proposto dai Perfect Beings sono rispettate in pieno: si trova quel che ci si aspetta e questo è un bene, soprattutto se complessità e profondità oltrepassano le barriere dell'ovvio. Per gli amanti delle valutazioni lampo, si consiglia "The Love Inside" (per la rappresentatività dell'opera) ma sarà l'opener "Mar del Fuego" a rimanervi nel cuore, se solo avrete modo di scorgerne l'intelligenza dei riferimenti, sottili e quasi impercettibili (geniali), ad un Flamenco d'annata.

So let's play it again 'n again 'n again. Bravi.
Recensione a cura di Danilo Vulpio

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 20 ott 2015 alle 09:00

OK. Mi hai convinto. I miei gusti sono più Yes (decisamente) che Floyd, ma un bell'8 ad un disco di prog è una cosa che non posso di certo trascurare...

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