Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2016
Durata:35 min.
Etichetta:Temple Of Tortuous

Tracklist

  1. WE ARE ON YOUR SIDE
  2. BURNING WOOD
  3. SEE YOU SOON
  4. GOLD SOUL
  5. GLASS HOURS
  6. MAUVEINE
  7. DATURA STRAMONIUM
  8. VOL. 1 RISE

Line up

  • Stuart McLamb: guitars, vocals
  • Thomas Simpson: drums, vocals.
  • Robert Walsh: bass, vocals.
  • Mark Connor: guitars, vocals

Voto medio utenti

Vol. 1” è il debut album dei SOON, band americana originaria del North Carolina.
Volendo dare una descrizione sommaria e pertanto non esaustiva di questo ensemble si potrebbe usare questa descrizione: una garage band confederata degli anni Novanta che non manca di fare qualche deviazione in territorio sludge e drone.
Snoccioliamo ogni parte di questa definizione per dare un'idea più precisa di cosa abbiamo per le mani:

Garage band degli anni Novanta: gran parte di questo album si basa su riff semplici e lineari di chitarre sporche e graffianti e su una ritmica frenetica e ruffiana, insomma, si accosta a quel filone musicale che tanto piaceva a quei teenager americani che, alla fine del secolo scorso, si sentivano di gran lunga superiori rispetto alla massa che impazziva per le icone del grunge.

Confederata: lo sapevate che il North Carolina ai tempi della Secessione era uno Stato confederato? Nell'immaginario collettivo gli abitanti degli Stati confederati figurano come degli zotici incestuosi e analfabeti devastati dalla gengivite, buoni solo a distillare grappa di contrabbando, la celeberrima moonshine, ottima come digestivo, come disgorgante per le tubature e perfino come carburante.
Personalmente preferisco ricordare i confederati per un merito decisamente più onorevole e condivisibile: l'invenzione della musica folk statunitense. No, non si parla della musica country, bensì del meno blasonato bluegrass, frutto della commistione delle radici musicali britanniche dei coloni con quelle degli schiavi africani: un accostamento godibilissimo. Ne approfitto per pubblicizzare uno dei miei musicisti bluegrass preferiti, Morgan O'Kane.
I SOON non si sono dimenticati da dove vengono, lo si evince dalle numerose contaminazioni bluegrass, particolarmente insistenti in “Gold Soul” e “Mauveine” ma presenti praticamente in tutto l'album. Uno dei segni più evidenti lasciati dalla tradizione sudista su quest'album è l'uso del dulcimer (nonostante la mia grande passione per gli strumenti etnici, ammetto di aver fatto non poca fatica per capire di cosa si trattasse), strumento importato dalla tradizione europea ma modificato dagli abitanti degli Appalachi per adattarlo alla neonata musica del Nuovo Mondo.

Qualche deviazione in territorio sludge e drone: i SOON non si fanno mancare proprio niente. Le ultime due tracce di “Vol. 1” deviano dal percorso impostato all'inizio dell'album, portandolo in direzioni abbastanza inaspettate: “Datura Stramonium” subisce influenze sludge, mentre con le litanie di “Vol. 1 Rise” l'asse dell'album si sposta sul drone.
Precisiamo che si tratta di mere sfumature e non di strutture precisamente inquadrabili nei generi sopracitati: tutto l'album è pervaso da una leggerezza poco compatibile con l'oscurità tipica dello sludge e del drone – a prova di quanto detto, le linee vocali del brano conclusivo ridanno al gospel, risultando così teoricamente incompatibili con la trama di fondo.

Vol. 1” è un ottimo debutto per i SOON, caldamente consigliato a chi ama le sorprese e le sperimentazioni audaci.
Recensione a cura di Alessandra Mazzarella

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