Questi "selvaggi " sanno il fatto loro e ci propongono un album di rock ruspante, energico, contagioso nella sua semplicità di fondo. Prendete la ritmica 4/4, una linea di basso costante e precisa, un drumming energico, un riffama secco alla Ac Dc e avrete gli ingredienti di un piatto gustosissimo che inizia con "
Ready To Roll ", un rock'n'roll semplice e diretto cui seguono "
Livin'Free" e "
White Devil " dal riff iniziale che ricorda "
Stiff Upper Lip" degli Ac Dc, "
Another Bottle" dal chorus da cantare a squarciagola, tutte le canzoni sono sostenute da una melodia di fondo sulla quale la chitarra incide linee sempre graffiarti che, pur rimandando al gruppo australiano di riferimento, non lo emula passivamente ma ne prende l'energia vitale, attualizzandola. Il singer è una via di mezzo fra Bon Scott e Josh Todd anche se la sua timbrica risulta troppo stridula a volte, ma questo è il suo tratto caratteristico e la carica delle canzoni è sempre alta basti sentire le tiratissime "
Best In The West" e sopratutto
"Rattlesnake Shake " dall' impronta heavy metal.
Gli altri pezzi non fanno che riconfermare il buon livello generale del songwriting che tiene sempre alta la tensione esecutiva dell' album tra pezzi rocciosi, riff hard rock e uno spirito bluesy sempre presente, ottimo debut per un gruppo che non inventa nulla ma che reinterpreta in maniera intelligente il buon vecchio hard rock
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