Ognuno sembra avere un'opinione diversa quando si parla dei
Dying Fetus, nello specifico, quando si affronta l'argomento "qual è il loro disco che preferisci?" Questo perché a fronte di due bombe incontestabilmente importanti per il movimento brutal death (parlo naturalmente di
Killing on Adrenaline e di
Destroy the Opposition) il resto della discografia del trio di Baltimora sposta l'accento di volta in volta su quelle che sono le caratteristiche principali del loro suono: grande groove, accelerazioni grind fulminee, elementi hardcore, sfoggio di tecnica assassina. A distanza di ben cinque anni da
Reign Supreme, i
Dying Fetus si ripresentano sotto una veste rinnovata e qualche timore di un cambio di rotta potrebbe sorgere. Ad una prima occhiata, infatti, ci si accorge subito che è stato recuperato il vecchio logo della band (utilizzato solo nel primo demo del '93) e che la copertina presenta un'immagine più truculenta e sanguinaria rispetto al solito. C'è poi quel titolo lì
"Wrong one to fuck with" che fa davvero ridere, così distante da quello dei lavori precedenti.
Andando oltre all'aspetto, possiamo tirare un parziale sospiro di sollievo e buttarci nell'ascolto di questo nuovo lavoro che, anche se non parte nel migliore dei modi (il primo brano è bruttarello e poco convincente), è un grosso contenitore di tutte le loro sfacettature sonore, registrato benissimo e con una prestazione dei singoli musicisti davvero di prim'ordine.
I pezzi qui presenti hanno una durata spesso vicina o superiore ai cinque minuti, spazio in cui i grugniti di
Gallagher e
Beasley si alternano, così come l'articolato riffing che, oltre ad essere tecnico come d'abitudine, risulta in diversi casi particolarmente melodico (
Revealing the abyss,
Weaken the structure). Alcuni brani sono parecchio elaborati con molti cambi di riff e di tempo improvvisi, certamente un modo per rendere vivi i pezzi ma altri, purtroppo, ospitano parentesi strumentali a volte eccessive, non richieste, che appesantiscono la botta (
Seething with Disdain), mentre altre volte funzionano bene (
Ideological Subjugation). Il problema principale del disco, quello che sento mancare, è la cattiveria. Non la voglia di divertirsi, di pestare forte, ma è proprio l'aspetto "evil" a deficitare. L'album ha diversi momenti esaltanti che fanno scapocciare, che funzionano, ma nel complesso non mi ha convinto troppo, sembra voler piacere per forza. C'è un po' di questo, un po' di quello, così sono tutti contenti ma mi manca il focus, il bersaglio da colpire.
Wrong one to fuck with è un disco di brutal death moderno, grooveggiante, infarcito di elementi technical e con sweeppate che sicuramente i giovani adoreranno, io ho il solito problema con dischi di questo tipo: non sento il Male.
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?