Copertina 4,5

Info

Anno di uscita:2005
Durata:60 min.
Etichetta:Black Lotus
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. INTRO
  2. HOUR OF JOY
  3. INSIDE
  4. THIS UNREACHABLE MESS
  5. THE UNKNOWN IS SEARCHING THE UNFOUND
  6. KILL THE SILENCE
  7. CIRCLE OF POWER
  8. WHEN SHADOWS DANCE IN LIGHT
  9. CAPTURED BY THE COLOUR OF FAITH
  10. PERCEPTION OF FEELINGS
  11. YOU'RE SETTING FIRE
  12. STOP DRAWING
  13. THE SHOW MUST GO ON

Line up

  • Saskia van Heugten: vocals
  • Martijn Brauwers: guitars
  • Bas Rensen: guitars
  • Pol Bannier: bass
  • Mauro Pi: drums
  • Stijn Bannier: synths

Voto medio utenti

Carina la copertina, peccato che messo il CD nel lettore si inizi a storcere il naso sin dalla prima canzone, che mette subito in mostra i limiti della produzione e della registrazione. Una circostanza che penalizza ulteriormente "Hour Of Joy", album di debutto dei Morning, band olandese fronteggiata dalla cantante Saskia van Heugten e dedita ad un Heavy Metal che dovrebbe spaziare dal Gothic, al Pop, al Progressive (la band si definisce in maniera un po' altisonante: Dream Metal!), purtroppo con risultati mediocri che culminano nella cover conclusiva, il mediocre rifacimento di "The Show Must Go On" dei Queen.
A dire il vero sarebbe sufficiente l'accoppiata iniziale, le sconclusionate "Hour Of Joy" e "Inside", per inquadrare il songwriting confuso e fortemente derivativo del gruppo, dove la prova di Saskia van Heugten non riesce mai ad entusiasmare e nemmeno a coinvolgere l'ascoltatore quel tanto che basta per soprassedere alle evidenti lacune presenti sul disco. Le cose non cambiano nemmeno nel prosieguo: questo stesso discorso vale per il pastone sonoro di "This Unreachable Mess" e di "Captured By The Colour Of Faith" (fastidiosissimi gli inserti delle keyboards) o per una "When Shadows Dance In Light" che nelle intenzioni (e li resta!) vorrebbe esser evocativa ed enfatica, al pari della lunghissima (oltre i nove minuti... un tormento) "Stop Drawing".
Ben poco da salvare, ed onestamente ho sentito demo migliori di quest'album, sia per la produzione sia per il potenziale messo in mostra.
Quindi niente a che vedere con i The Gathering o con gli Epica, e tantomeno lo sono i risultati conseguiti.
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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