Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2019
Durata:45 min.
Etichetta:MMRecordingworks

Tracklist

  1. BLACK DIAMONDS
  2. HOME
  3. ON & ON
  4. DARE YOU TO WATCH
  5. KINGS & QUEENS
  6. UNAVAILABLE
  7. DO YOU WANNA BE MY GOD
  8. OLD ENOUGH & UGLY ENOUGH
  9. WAVE GOODBYE
  10. EVERYTHING TO YOU
  11. KEEP ME SAFE
  12. WAITING FOR THE SUN

Line up

  • Matt Mitchell: vocals, guitars
  • Mauro Laconi: guitars
  • Dom Ladd: bass
  • Stevie Watts: keyboards
  • Matt Cherry: drums

Voto medio utenti

Vi piace il cosiddetto “radio-rock” contemporaneo? Quello che, sulla scia di Soundgarden e Stone Temple Pilots, ha reso famosa gente come Black Stone Cherry e Nickelback? Se la risposta è affermativa, mi sento di consigliarvi caldamente questo lavoro griffato Matt Mitchell & The Coldhearts, non particolarmente “pubblicizzato” eppure davvero godibile per come mescola hard, blues e rock mainstream in un crogiolo sonoro denso di tensione espressiva e di pathos.
La voce calda e pastosa di Matt Mitchell, che qualcuno ricorderà per la militanza nei Furyon (ma lo troviamo anche in Colour Of Noise e Pride), è ovviamente la protagonista di un dischetto abbastanza variegato nei temi musicali e scritto con molto buongusto, perfetto per accompagnare i vostri viaggi automobilistici, che si tratti di malinconiche autostrade deserte o, più probabilmente, di stressanti code nel traffico cittadino.
Matt Mitchell & The Coldhearts” sa variare umore e atmosfera con costante disinvoltura e intensità, e se “Black diamonds” pulsa di vibrante hard-rock blues, la melodia seducente e avvolgente di “Home” ha tutte le potenzialità di un hit-single.
On & on” mescola The Answer e STP, mentre ”Dare you to watch” “alleggerisce” il clima, arrivando a lambire territori cari a Stereophonics e Richard Ashcroft.
Il soffio di AOR che aleggia su “Kings & queens” arricchisce ulteriormente il range di stili contenuti in un programma che con “Unavailable” riprende a pulsare di strisciante energia funky / bluesy, prima che “Do you wanna be my God“ si conficchi nella memoria con la sua adescante e vaporosa linea armonica.
Old enough & ugly enough” è una ballata elettro-acustica di squisita fattura “classica”, “Wave goodbye” un battente e gradevole “riempitivo” (nobilitato da un ottimo intreccio chitarristico) e “Everything to you” potrebbe addirittura piacere agli estimatori degli U2.
Keep me safe”, sofisticata e crepuscolare (tra country e barlumi jazz), e l’imperioso crescendo emotivo denominato “Waiting for the sun”, rappresentano le ultime due scosse sensoriali di un albo piuttosto riuscito e ispirato, in cui risuona nitida la forza dei sentimenti e tanta bella musica.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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