Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2019
Durata:40 min.
Etichetta:No Dust Records

Tracklist

  1. DREADLORD
  2. RITES OF DAMNATION
  3. MANHUNT
  4. WOODS OF DISMAY
  5. WE SAILED TO DEATH
  6. THE HORSEMAN
  7. ETERNAL
  8. UNHOLY RESURRECTION
  9. ANGELREAPER
  10. FACES OF DEATH
  11. UNDEAD WARMACHINE

Line up

  • Quint Meerbeek : drums
  • Bram Hilhorst : guitars
  • Alex Seegers : bass
  • Thomas Wouters (R.I.P. 2019) . vocals, guitars

Voto medio utenti

Quanta tristezza e quanta fierezza nella storia dei Bodyfarm … a quattro anni dal valido “Battle Breed” , ritornano gli olandesi di Amersfoort con questo “Dreadlord”, primo, e forse anche ultimo album per la No Dust Records … Da qualche mese infatti, dopo una lunga battaglia con il cancro, ci ha lasciati Thomas Wouters, cantante e chitarrista della band, che prima di andarsene ha contribuito a creare quello che è il miglior album della carriera del quartetto , “Dreadlord” infatti è un surrogato di quanto di meglio la band abbia saputo concepire nella sua storia. A chi conosce un po’ la discografia della band, non sarà di certo sfuggita la costante crescita e maturazione della band, capace di passare dalle ingenuità degli inizi, supportata soprattutto da tanta irruenza giovanile, fino alla calibrata aggressione del precedente album. Questo “Dreadlord” giunge al momento giusto come naturale sublimazione del loro sound ed è l' album migliore semplicemente perché perfeziona quanto fatto in precedenza e la sola doppietta iniziale, costituita dalla title track e da “Rites Of Damnation”, dovrebbe essere sufficiente a convincervi della bontà della proposta, tanto è violenta, viva e omaggiata tutta la tradizione svedese (Dismemberr/Unleashed) in una manciata di minuti. “Dreadlord” però non è solo un viaggio vintage nella Svezia che fu, ma è anche un buon viatico verso quello che potrebbe essere il futuro sound della band, con un approccio più epico/vichingo come in “We Sailed To Death” o “Unholy Resurrection” che ricordano i migliori Amon Amarth della prima parte di carriera …Un po' fuori contesto è solo la conclusiva "Undead Warmachine" un po' "facilona" sorretta da ritmi punkeggianti e melodie un po' banali, ma che alla fine non scalfisce più di tanto l'ottima impressione creata in precedenza. Il giusto plauso va di diritto a Dan Swano che dietro alla consolle riesce nel miracolo di bilanciare la tradizione delle chitarre a motosega con quella di chitarre più “accessibili” ma comunque potenti e martellanti confezionando un sound che più perfetto non si può. Se siete degli innovatori a tutti i costi sono sicuro che non siete arrivati a leggere fino a questo punto, se invece è solo la qualità che volete ascoltare e se la qualità è made in Sweden allora avrete già tra le mani “Dreadlord” … Se questo sarà il canto del cigno dei Bodyfarm, sarà all’apice della loro carriera, e una lacrima ancor più amara ci accompagnerà nel Valhalla …

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