Copertina 8,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2020
Durata:53 min.
Etichetta:AFM Records

Tracklist

  1. RADIO
  2. HORROR FOR HIRE
  3. SHAKE THE BABY SILENT
  4. LIKE A BEE TO THE HONEY
  5. APOLLYON
  6. THE LAST HOUR
  7. BLOW MY FUSE
  8. I DUG A HOLE IN MY YARD FOR YOU
  9. ZOMBIMBO
  10. UP TO NO GOOD
  11. DEMONIC SEMITONES
  12. CUTTERFLY
  13. EVIL
  14. SCREAM DEMON
  15. I'M HERE

Line up

  • Mr Lordi: vocals
  • Mr Amen: guitars
  • Mr Hiisi: bass
  • Mr Mana: drums
  • Mrs Hella: keyboard

Voto medio utenti

Non c'è nulla da fare, i Lordi sono il miglior act di horror-metal attualmente in circolazione!
Il nuovo "Killection" non fa altro che confermare ciò che di buono era già stato fatto nei precedenti lavori, con la capacità peculiare del combo di scrivere pezzi che coniugano melodie e chorus irresistibili, solide basi hard rock con spruzzate metal per rinvigorire il sound.
Non solo, l'intento dichiarato era quello di pubblicare una sorta di compilation con brani che attingessero da tutte le influenze 70', 80' e 90' e sono state usate strumentazione e registrazioni appositamente vintage in sette diversi studi di registrazione finlandesi per ottenere il risultato voluto.
In particolare in questo album i riferimenti verso i Kiss ( dei quali i Lordi sono notoriamente grandi fan) sono evidenti in brani quali "Blow My Fuse" - che sembra uscire direttamente da un disco del Bacio dei '70 - e in "Zombimbo" - con l'accoppiata basso/batteria a ricordarci una certa "I Was Made For Lovin' You" e scusate se è poco! -.
Ma vi è altro, basti ascoltare le ritmiche AOR e ruffiane al punto giusto di "Horror For Hire" o l'industrial metal di "Shake The Baby Silent" o ancora la ariosa ( con tanto di solo col saxofono) "Like A Bee To The Honey".
Ma andiamo oltre ed ecco la splendida "Apollyon" una ballad col pianoforte dalle tinte pop-rock alla Elton John ( quello più rockeggiante ovviamente), cosi come degne di nota sono "Evil" dal riffama iniziale alla Slayer o "Up To No Good" che ricorda il suono dei Priest era Turbo, ma la vera cigliegina sulla torta è "Cutterfly" il brano che simboleggia al meglio il Lordi-sound con melodia rock ruffiana, base ritmica e chorus da urlo ( mi sono trovato a cantare a squarciagola il refrain mentre ascoltavo il brano in macchina quasi senza rendermene conto) e intreccio chitarra/ Hammond perfetto.
Certo, i puristi so già che storceranno il naso di fronte alle maschere e ai costumi scioccanti tipo Gwar, ma fidatevi se vi dico che dietro le plastiche e il make up da demoni c'è mooolta sostanza.
Superate i vostri pregiudizi e date un ascolto.
Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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