Copertina 7

Info

Anno di uscita:2020
Durata:58 min.
Etichetta:Off Ya Rocker Recordings

Tracklist

  1. RIDERS I
  2. RIDERS II
  3. STILL DOING TIME
  4. MIND YOUR HEAD
  5. HALF CUT
  6. YOUNG GUNS
  7. HELP THE GUILTY
  8. RECKLESS TILL DEATH
  9. BLACK HEART WOMAN
  10. PRAYER FOR SUCKERS
  11. BEAT YOUR BITE
  12. CHUGGIN'

Line up

  • Arjun Bhishma: lead vocals, guitar
  • Liam Henry: guitar, vocals
  • Charly T: guitar, vocals
  • James Degnen: bass
  • Will Lewis: drums

Voto medio utenti

Sappiamo tutti che la musica non ha confini, perciò quando troviamo una nuova band che si ispira fortemente al rockblues americano dei seventies, agli ZZTop, al southern dei Lynyrd Skynyrd, non deve provenire per forza dall'assolato Texas, dai deserti dell'Arizona o dai cieli tersi dell'Alabama. Infatti i Gorilla Riot sono di Manchester, la grande metropoli industriale del Regno Unito. Attivi dal 2013, hanno realizzato qualche singolo ed Ep e adesso esordiscono su lunga distanza con il presente "Peach".
Il loro stile è esattamente quello descritto prima: un puro rock innervato da riff blues, atmosfere southern, ritmiche pigre, melodie romantiche e sofferte, grande chitarrismo solistico (presenti tre chitarre nel gruppo). I britannici ci sanno fare, i brani sono ben composti, mai banali, sempre con qualcosa di interessante da proporre. Prendiamo ad esempio "Help the guilty", il pezzo più lungo della scaletta con i suoi sette minuti, che è un ottimo slow melodico con qualche pungente assolo centrale ed una coda più insistita. Niente di clamoroso, ma fatto davvero bene, con gli ingredienti giusti ed il profumo vintage che inevitabilmente circonda questo tipo di proposta. Altrettanto convincenti le melodie vocali, tutte sul genere "outlaws & whiskey" che tanto piacciono agli ZZTop ed i loro epigoni, grazie al timbro strascicato e compassato di Arjun Bhishma. C'è del valido groove circolare e caldo ("Black heart woman"), dei classici rock orecchiabili e "foot-stomper" ("Still doing time","Beat your bite") dall'incedere placido e cadenzato, ma anche naturalmente del buon vecchio southern-blues più denso e roccioso ("Riders II", "Chuggin") con le chitarre che sferragliano riff ed assoli in abbondanza.
Sicuramente prova positiva per i Gorilla Riot. Non siamo ancora al top, ma bisogna tenere conto che questo è un filone tutt'altro che facile, dove non basta picchiare e fare più rumore possibile. Una band da suggerire non solo agli amanti del rockblues e del southern, ma anche ai fans di formazioni come Black Stone Cherry, The Black Crowes o Black Star Riders.

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