Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2020
Durata:49 min.
Etichetta:Punishment 18 records

Tracklist

  1. GODS OF ILLUSION
  2. SECT OF FACELESS
  3. MY NAME IS DESTRUCTION (ALBOIN THE CONQUEROR)
  4. CHANNEL 666
  5. NIGHTMARELAND
  6. WOOD OF SUICIDES
  7. BLACK PLAGUE
  8. ARACHNOPHOBIA
  9. VLAD
  10. ANGEL WITCH

Line up

  • Marco Mitraja: guitars (rhythm), vocals
  • Alessio Stazi: drums
  • Alessio Alessandrett: guitars (lead)
  • Emanuele Evangelista: bass

Voto medio utenti

Sono veramente contento e fiero che anche nel panorama italiano il Thrash Metal sia vivo e vegeto. I romani Reverber sono uno dei gruppi che costituiscono questo sottobosco underground Thrash, che sicuramente attinge a piene mani dal lavoro dei fratelli maggiori europei e americani, ma che altrettanto sicuramente riesce ad aggiungere personalità e carattere. Questo per i Reberber è anche un disco importante, ovvero il terzo, disco da cui dipende anche la carriera, se vogliamo. Con questo disco i Reverber meritano ALMENO di essere ricordati. Infatti Sect of Faceless è un disco veramente ben fatto, vario con delle belle idee, ben suonato e ben prodotto.
Un punto decisamente a favore di questo album è il come si presenta: logo nuovo e copertina finalmente bella, o sicuramente molto più bella di quelle degli altri 2 dischi.
Questo è anche uno dei benefici che comporta l’esser passati da pubblicarsi i dischi da soli ad aver firmato per una etichetta prolifica e in crescita come la Punishment 18 Records.
Se qualcuno mi dovesse chiedere a quale altro gruppo assomiglia il sound dei Reverber, risponderei senza esitare a quello dei Kreator, degli ultimi 3 dischi a spanne. Però sicuramente più sincero e meno laccato e leccato dalla Nuclear Blast. Infatti in molte canzoni di Sect Of Facelift ci sono delle belle melodie, orecchiabili ma non melense o banali, come per esempio in "Vald" o nella title track. Melodie sempre accompagnate da un’ottima sezione ritmica, che gode e si diverte ad andare a BPM sempre più alti, ma sempre con estrema precisione e coerenza interna con il brano, non è che accelerano a caso “perchè più suoni veloce più figo sei”, ma perchè effettivamente è congeniale e utile al pezzo. Un’altra cosa che mi ha colpito in positivo sono gli assoli di Alessio Alessandretti, veramente ottimi, vari e perfettamente contestualizzati. Chiaramente non è un capolavoro, ne un disco seminale ne rivoluzionario, ma che comunque si lascia ascoltare con estremo piacere.
Sect of Faceless si conclude con le note di Kevin Heybourne, ovvero con la cover di una di quelle canzoni che fa sempre piacere ascoltare, cioè la title-track del disco NWOBHM per eccellenza, nell’anno del suo 40esimo compleanno, Angel Witch. Volendo è anche curiosa come scelta, non tutti i giorni si sente una cover Thrash di questa canzone, ma devo dire che funziona alla perfezione.
In conclusione: se si cerca del buon Thrash metal non occorre sempre andare oltre oceano o in germania, ma basta guardarsi intorno e non sarà difficile trovare dell’ottima musica nostrana!


Recensione a cura di Carlo Masoni

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