Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2020
Durata:23 min.
Etichetta:Heavy Psych Sounds

Tracklist

  1. LAVENDER BLUES
  2. BLINK OF AN EYE
  3. LABYRINTHS FADE

Line up

  • Tony Reed: vocals, guitar
  • Gary Arce: guitar
  • Bob Balch: bass
  • Bill Stintson: drums

Voto medio utenti

A breve distanza dall'album "Vision beyond horizon", da me recensito pochi mesi fa, torna alla ribalta la super-band stoner/desert Big Scenic Nowhere con un Ep di tre brani intitolato "Lavender Blues". Come in precedenza, intorno al nucleo del gruppo formato da Tony Reed (Mos Generator), Bob Balch (Fu Manchu), Gary Arce e Bill Stintson (Yawning Man) circola un giro di amici/ospiti, che in questo caso è rappresentato dal guru Chris Goss, dall'onnipresente Per Wiberg e addirittura da Daniel Mongrain dei Voivod.
Si parte con i tredici minuti della title-track, splendido esempio di desert-rock onirico e psichedelico che non avrebbe sfigurato sul recentissimo "Live at Giant Rock" degli Yawning Man. Con la differenza che qui intervengono anche le parti vocali carezzevoli del buon Tony. L'escapismo free di Arce è illuminato come sempre: liquidità psych e tensione rock per una piccola gemma di grande effetto sognante, morbido, caldo ed avvolgente come una coperta termica in pieno inverno. Jam-song di altissima qualità.
"Blink of an eye" è invece un solido brano rock con alcune vibrazioni psycho-blues, precisamente alla maniera dei Mos Generator. La voce di Reed, qui più energica, accentua la sensazione di un estratto da "Abyssinia" o "Shadowlands" e questo non è certo un male. Canzone più regolare e definita, molto gradevole.
"Labyrinths fade" rientra nuovamente negli episodi "free-form" ma con maggiore urgenza heavy. L'atmosfera trasognata della prima traccia assume connotati più urbani, taglienti e metallici pur mantenendo intatto lo spirito improvvisativo e prog-stoner. Altro capitolo interessante e stimolante, se si pensa che l'intero lavoro è stato prodotto in tre giorni di sessione in studio.
Una conferma, ma anche un passo avanti per i Big Scenic Nowhere. Se proseguiranno su questa strada, possono diventare un vero punto di riferimento nell'ambito del genere stoner.

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