Copertina SV

Info

Genere:Avantgarde
Anno di uscita:2021
Durata:46 min.
Etichetta:Dead Seed Production

Tracklist

  1. DREAM AN EVIL DREAM III

Line up

  • Matron Thorn: all instruments
  • Stéphane Gerbaud: vocals

Voto medio utenti

Gli Aevangelist tornano con la terza parte di “Dream An Evil Dream”, progetto musicale basato sulla musica onirica e oscura, dai tratti incubici, che però, tuttavia, sembra essere diventato il vero trademark della band, già sperimentato nel precedente “Nightmarecatcher”, avendo abbandonato gli eccessi di brutalità e terrore degli inizi di “De Masticatione Mortuorum In Tumulis”.
Questa premessa serve a spiegare in maniera già sufficiente quali sono le caratteristiche musicali di questo disco, basato su una sola traccia lunga circa 46 minuti.
L’ascolto del disco, sebbene prima facie appaia impegnativo, in realtà alla lunga si rivela di facile lettura, perché ci troviamo di fronte a un caos sonoro basato su fiumi di dissonanze e stralunati e allucinati assoli di chitarra di Matron Thorn, con la voce di Stephane Gerbaud che si mimetizza tra le pieghe di questa marea nera, rumorosa, quasi come fosse uno strumento che si armonizza con il resto, senza mai stagliarsi in maniera netta e, soprattutto, intelligibile.
E ci vogliono 20 minuti di ascolto prima di arrivare a una sorta di break sonoro, fatto di passaggi dark ambient, prima che il maelstrom sonoro riprenda con ancor più vigore e soprattutto ancora più caos.
Come giudicare un disco simile? Di certo i normali canoni valutativi in caso come questo perdono significato, e il dubbio se ci si trovi di fronte a un capolavoro o a una schifezza assoluta diventa preponderante. Di sicuro non vi sono vie di mezzo. Così come non è facile trovare una definizione per questa musica, anche se si potrebbe azzardare un “dark psychedelic progressive extreme metal”, volendo con questa definizione racchiudere un po’ tutte le caratteristiche del sound.
L’unico giudizio che si può dare a musica simile attiene al foro interno di ciascuno di noi, all’animo con il quale si approccia a questo tipo di musica. Se volete farvi un trip oscuro, perverso, decadente, allora mettetevi le cuffiette, spegnete la luce, rintanatevi in un luogo silenzioso, e fatevi le scale dell’inferno fino in fondo. Ecco che allora ascolterete un capolavoro.
Viceversa, in una situazione più normale e quotidiana, l’ascolto vi sembrerà una lunga masturbazione mentale e sonora, che, per giunta, vi verrà a noia dopo nemmeno 10 minuti. Allora maledirete i soldi spesi per questa schifezza.
Nel mio caso il dubbio non è ancora sciolto, anche dopo numerosi ascolti del disco, ciò perché mi viene difficile pensare che dietro un disco simile vi sia un’idea di composizione musicale degna di tal nome, talvolta avendo il dubbio che si tratti anche, e soprattutto, di improvvisazione del momento, magari frutto di sostanze psicotrope. Se così fosse verrebbe il dubbio legittimo che questo disco sarebbe potuto essere in mille altri modi differenti, a seconda dell’estro del momento, e allora non dovremmo più giudicare il disco ma il suo compositore, cosa che esula da questa recensione.
Se mi chiedete se questo disco sia maligno, malvagio, oscuro, rituale, onirico, incubico, la mia risposta è sì, ma alla fine della fiera l’unico consiglio che posso dare è quello di ascoltare il disco e di seguire le sensazioni che vi suscita. Le vostre orecchie non vi ingannano mai.

Recensione a cura di Luigi 'Gino' Schettino

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