Copertina 8

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2021
Durata:82 min.
Etichetta:Karisma Records

Tracklist

  1. RIDE THE WHIMBREL
  2. AGE OF IRON MAN
  3. MUMIA
  4. CAULDRON BOG
  5. DOG'S FLESH
  6. MOSS GODDESS
  7. BLACK INCUBATION
  8. ET MOSELIK
  9. HEKSEJAKT
  10. (THE MARVELLOUS AND MURDEROUS) MYSTERIES OF SACRIFICE

Line up

  • Benediktator: bass, vocals, acoustic guitar
  • Krizla: flute, vocals
  • HlewagastiR: drums
  • Haugebonden Gode Gullstein: keyboards
  • Åsa Ree: violin

Voto medio utenti

I Tusmørke sono ospiti frequenti e graditi dello stereo di casa Caforio, anche in virtù del fatto che, fatto salvo qualche sporadico episodio, è toccato sempre al sottoscritto analizzare la messe di nuove uscite discografiche firmate dalla band norvegese.
E proprio quando iniziavo a preoccuparmi per il prolungato silenzio… eccoli qui, i miei strampalati amici, di nuovo per Karisma Records col fiammante “Nordisk Krim”.

Non vorrei spoilerare, ma alla luce della freschezza e dell’ispirazione sfoggiata, forse bene hanno fatto i Nostri a prendersi un po’ di tempo tra una release e l’altra: “Il Crimine Nordico”, al netto di qualche inciampo che affronteremo a breve, stupisce per la capacità di miscelare in modo coerente una pletora sterminata di influenze.
Progressive, space, folk alla Jethro Tull, psichedelia, kraut, funky, una inusuale venatura seventies hard rock a cavallo tra Deep Purple e Hawkwind… il tutto tenuto assieme dal collante di sempre, ossia l’attitudine leggera, scanzonata ed autoironica della compagine, nonché da un talento compositivo mai così cristallino in passato.

Chi conosce i Tusmørke sa quanto bizzarre ed originali siano le lyrics, e nemmeno in questa occasione si scherza: il concept –stavolta veicolato anche in lingua inglese- verte infatti sui misteriosi bog bodies, persone morte in modo violento migliaia di anni fa e mummificate naturalmente grazie a muschi di palude.
Favorisco foto esplicativa del macabro fenomeno:

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Da simile spunto narrativo la band parte per un autentico tour de force che mescola atmosfere lisergiche, parentesi rituali, canti popolari dal forte sapore pagano, suggestioni tribali e chi più ne ha più ne metta… letteralmente, visto che discutiamo di un doppio album dalla complessiva durata di oltre 80 (!) minuti.

Un bel mappazzone, che denuncia tuttavia pochi momenti di stanca (citerei, a tal proposito, alcuni passaggi strumentali della pur bella suite finale “Mysteries of Sacrifice” e lo stralunato mantra di “Dogs Flesh”). Senz’altro preponderanti quelli capaci di entusiasmare: penso all’irresistibile evocazione di “Mumia”, a cavallo tra Black Widow e Arthur Brown, alle sinuose spire vintage di “Cauldron Bog”, in cui fa addirittura capolino l’inquieto spirito di Frank Zappa, o alle sognanti digressioni silvane di “Black Incubation”.

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Per fortuna -o purtroppo, decidete voi- posso vantare poca dimestichezza con le sostanze allucinogene, ma posso assicurarvi che “Nordisk Krim”, se affrontato col giusto mindset, saprà regalarvi un trip di dimensioni colossali senza rinunciare ad un numero imprecisato di neuroni.
Parliamo quindi del miglior full length mai realizzato dai Tusmørke?
La risposta, per chi scrive, è affermativa… ma fra pochi mesi di certo vedrà la luce un altro platter, e poi un altro ancora, e così via, quindi si tratta di valutazioni effimere e destinate, mi auguro, a venir superate in breve tempo.

Vedremo ciò che il futuro riserva; oggi, però, non lasciatevi sfuggire “Nordisk Krim”.
Vi perdereste davvero qualcosa di unico e prezioso.

Recensione a cura di Marco Cafo Caforio

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