Copertina 8

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2021
Durata:51 min.
Etichetta:Pride & Joy Music

Tracklist

  1. GATES OF FIRE
  2. WINGS OF DESTINY
  3. SHOUT
  4. MIRROR
  5. HUNTER'S OATH
  6. WHERE THE RIVER FLOWS
  7. DRAGONS DANCE
  8. EMPIRE OF SINS
  9. LEAVE A LIGHT ON (BELINDA CARLISLE COVER)

Line up

  • Kiriakos Balanos: guitars, keyboards
  • John Antonopoulos: drums
  • Mike Livas: vocals
  • Vaggelis Papadimitriou: guitars
  • Vaggelis Tsekouras: bass

Voto medio utenti

La Grecia è una terra magica!

Non solo per il clima, il mare, il sole, la cucina (mi fermo qui perchè la mia lista sarebbe infinita), ma ultimamente, anche e soprattutto, per la miriade di bands, una più valida dell’altra, che questa fertilissima terra ha continuato a partorire negli ultimi 20 anni (anche qui l’elenco sarebbe davvero eccessivamente lungo).

Oggi il “vento metallico proveniente dall’Egeo” torna a soffiare prepotentemente, in occasione dell'uscita di Empire Of Sins, secondo bellissimo album in studio dei Silent Winter, interessante band proveniente da Volos, le cui origini risalgono addirittura al lontano 1995, che tuttavia, dopo soli 2 demo, nel 2001 si sciolse prematuramente.
Nel 2018, il chitarrista Kiriakos Balanos, ad oggi unico membro rimasto della formazione originale, decide coraggiosamente di riesumare il suo progetto circondandosi di nuovi compagni di viaggio, fanno cosi il loro ingresso in formazione i vari John Antonopoulos alla batteria, George Loukakis, poi sostituito da Vaggelis Tsekouras al basso, Vaggelis Papdimitriou all’altra chitarra, ma soprattutto il dotatissimo singer Mike Livas (già vocalist dei Rhodium, recensiti sempre in questa sede).

Con questa nuova line-up i Silent Winter pubblicano nel 2019 Circles Of Hell, che è il loro “secondo esordio” discografico, dopo i lontanissimi demo degli anni ’90, ed oggi, a distanza di due anni, è la volta di Empire Of Sins un disco che, senza tanti giri di parole, è un piccolo gioiello e vi colpirà diritti allo stomaco per la sua potenza sonora, ma anche diritti al cuore, per la bellezza delle sue melodie e per la passione che viene sprigiona dai suoi riffs epic-power, veramente riuscitissimi!

Le intenzioni dei nostri sono chiare sin dalle prime tracce che si susseguono l’un l’altra con un’intensità senza pari: la cavalcata iniziale Gates Of Fire è una vera e propria dichiarazione di guerra e mette subito in evidenza la potente ugola di Mike Livas, la successiva Wings Of Destiny tiene altissima la tensione con le sue ritmiche serrate, mentre un ritornello particolarmente “catchy”, puntellato dalla chitarra di Balanos, rapisce l’udito dell’ascoltatore, non da meno la rocciosa Shout in cui aggressività e melodia si fondono in una sorta di siero sonoro che ti viene iniettato direttamente nelle vene; mentre l’epicità raggiunge la sua massima espressione nella successiva Mirror, pezzo in cui, nonostante l'inserto sinfonico iniziale, l’ago della bilancia pende sempre maggiormente dalla parte del puro power metal, grazie anche ai bellissimi assoli finali di chitarra.
Siamo giuntii a metà del disco e la voglia di andare avanti è ancora tantissima, anche perché i Silent Winter sono in grado di regalarci ancora tracce bellissime, come Hunter’s Oath, altro brano sparato a mille che farà felici molti nostalgici del power che fu, ma anche l’affascinante Dragons Dance con quelle sue reminiscenze "gammarayane" e quell’accattivante giro di chitarra iniziale che ti conquista da subito. C’è poi spazio per Where The River Flows, una ballad molto intensa e alquanto atipica, in quanto riesce a conservare una certa aggressività, nonostante i ritmi abbiano subito un inevitabile rallentamento, mentre la title-track, posta quasi alla fine dell’album, punta tutto su cavalcate in tipico stile maideniano condite da un’epicità che, tramite composizioni melodiche ben costruite, cori e qualche inserto sinfonico, raggiunge nuovamente livelli altissimi. Chiude il disco Leave a Light On, una singolare cover di Belinda Carlisle, che enfatizza ulteriormente la bellissima voce di Mike Livas.

Insomma, come avrete capito, dalle mie molte (TROPPE...giuro, non era mia intenzione!) parole che ho scritto, Empire Of Sins è veramente un disco ben riuscito, in grado di conquistare da subito per la sua profonda intensità, i suoi ritmi incalzanti, le sue composizioni melodiche che non vengono mai messe in secondo piano dall’onnipresente aggressività, la sua giusta dose di epicità (usata sempre con equilibrio senza mai abusarne!) e, non ultimo aspetto, la passione e le capacità tecniche con cui suonano i membri che compongono la band ellenica.

Davvero una bellissima scoperta questi Silent Winter, ascoltateli e godete!




Recensione a cura di Ettore Familiari

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