Michael Fury - Affairs In Babylon (Reissue)

Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2021
Durata:38 min.
Etichetta:AOR Heaven

Tracklist

  1. AFFAIRS IN BABYLON
  2. THROUGH THE THUNDER OF ANOTHER NIGHT
  3. PICTURES AND PRINTS
  4. THERE’S GONNA BE A FIRE TONIGHT
  5. THESE ARE THE GOOD TIMES
  6. (JANIE) HERE WE GO AGAIN
  7. HOT WORDS
  8. … AND WE ALL GO DOWN TO THE RIVER
  9. WHITE WINE AND ROSES
  10. LOVE COMES DOWN

Line up

  • Myles Hunter: vocals
  • Martyn Jones: bass, vocals
  • Rob Kennedy: guitars, vocals
  • Howard Helm: keyboards
  • Greg Bociek: keyboards
  • Dave Mihal: drums

Voto medio utenti

I fedeli estimatori dell’AOR lo sanno bene … la scena canadese è sempre stata una prolifica fucina di talento in fatto di hard melodico e anche se per anni il reperimento di tali gemme, per noi italiani, spesso non è stato molto agevole, chi ama questi suoni è ben consapevole del contributo che hanno saputo elargire alla “causa” (oltre al best-seller Bryan Adams) gruppi come Toronto, Loverboy, Sheriff, Honeymoon Suite, Haywire e Refugee, tra gli altri.
Ed è l’ultimo dei prestigiosi nomi appena elencati a fornire l’aggancio adeguato a introdurre il lavoro dei Michael Fury, formazione che si trasformerà proprio in Refugee e che riproporrà sotto tale monicker buona parte del contenuto di questo “Affairs in Babylon”, conservandone il titolo.
Questa riedizione targata AOR Heaven, pubblicata per la prima volta in Cd (in edizione limitata a mille copie, con liner notes curate da Dave Reynolds e rimasterizzazione digitale curata da Anthony Panacci), è dunque una vera “chicca” da affidare alle preziose collezioni degli appassionati del canuck-rock, contenente alcune piccole gemme del genere, ammalianti ancora oggi malgrado talune ingenuità e un approccio alla materia fatalmente ottantiano (il disco esce in origine nel 1984).
Il revival odierno, con annessi tentativi di “replica” di certe sonorità, potrebbe rendere più appetibile l’opera anche per le “nuove” generazioni dei rockofili, che nei suoi solchi ritroveranno barlumi di Foreigner, Boston, Bon Jovi e Loverboy, accanto a un pizzico di quell’enfasi che ha reso famosi Jim Steinman, Bonnie Tyler e Meat Loaf.
Pilotati dall’espressiva vocalità di Myles Hunter (di cui ricordo con piacere anche l’albo solista “Northern union”) e dalla chitarra ficcante di Rob Kennedy, i brani del programma si susseguono senza vere controindicazioni, consentendo all’astante di godere dell’elegante effervescenza di “Through the thunder of another night” e “… And we all go down to the river”, dell’emotività Adams-esca di “These are the good times” (nota anche per essere stata coverizzata da Eric Martin e per essere stata inserita nella colonna sonora del filmIron Eagle”) e delle suggestive atmosfere notturne e “cinematografiche” che avvolgono “Pictures and prints” e "Hot words”.
In tema di epica e disinvolta intensità si segnalano “There’s gonna be a fire tonight”, “(Janie) Here we go again” e “White wine and roses” (tutta “roba” che potrebbe persino non dispiacere anche agli ammiratori di Bruce Springsteen), mentre “Love comes down” è l’immancabile ballata romantica con cui i Michael Fury si congedavano dal loro affezionato pubblico, che continuerà a seguirli con la nuova denominazione, almeno fino alla pubblicazione del favoloso “Burning from the inside out”, la prematura conclusione di una promettentissima parabola artistica.
In tempi di congestione discografica, acutizzata da un profluvio di ristampe e “riscoperte” varie, raccapezzarsi non è semplice, ma sono convinto che “indagare” con attenzione i passi rilevanti della storia di uno stile musicale sia utile a comprenderne meglio il valore e le sue implicazioni attuali, e “Affairs in Babylon” dei Michael Fury, in questo senso, è un titolo da accogliere a braccia aperte.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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