Mayhem - Atavistic Black Disorder/ Kommando

Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2021
Durata:24 min.
Etichetta:Century Media Records

Tracklist

  1. VOICES AB ALTA
  2. BLACK GLASS COMMUNION
  3. EVERLASTING DYING FLAME
  4. IN DEFENSE OF OUR FUTURE
  5. HELLNATION
  6. ONLY DEATH
  7. COMMANDO

Line up

  • Attila: vocals
  • Ghul: guitars
  • Teloch: guitars
  • Necrobutcher: bass
  • Hellhammer: drums

Voto medio utenti

A chi è piaciuto l’ultimo lavoro in studio dei Mayhem, ovvero “Daemon”? Probabilmente tanti, me compreso; il disco secondo il mio modesto parere era maligno, potente e con ottime composizioni.
Perché questa domanda sciocca mi chiederete, perché questo nuovo Ep della band norvegese si collega direttamente a questa penultima fatica, più regalandoci quattro sorpresine in omaggio.
In questo gustoso antipastino i nostri mettono sul piatto, è proprio il caso di dirlo se avete il giradischi, tre brani provenienti dalle sessions dell’ultimo full targato 2019 due delle quali “Black glass communion” ed “Everlasting dying flame”, erano presenti nell’edizione speciale più “Voices ab alta”, ma non è tutto, questi maligni ribelli rileggono quattro classici del punk ed hc di band come Discharge, Rudimentary Peni, Dead Kennedys e Ramones.
Su, su, non fate quelle facce, perché lo spirito punk ha sempre animato fin dalle origini la band e questo è una sorta di doveroso tributo.
Il primo brano è l’inedito “Voices ab alta” ed è la classica Mayhem song; partenza con un riff dissonante e malsano per poi ecco arrivare il drumming forsennato di Hellammer con le due chitarre a unire riff in tremolo e la voce istrionica della colonna Attila.
Brano pregno di cambi di tempo e soprattutto un chorus che ti si pianta in testa; l’atmosfera è sulfurea, ottima la conclusione doom.
Gli altri due brani li avevo già assaporati possedendo l’edizione mediabook dell’ultimo album e si discostano poco dallo stile dei nostri.
Il secondo brano è un saliscendi di purissimo black metal senza fronzoli con grande perizia tecnica e sfuriate condite dalle vocals del singer ungherese che passa da screaming a parti pulite tenorili.
La terza composizione viene aperta da una sfuriata in blast beats con un riff ossessivo malsano; lo screaming ti entra nella pelle, soprattutto i nostri sanno usare le loro affilate armi con gusto dosando il tutto in questo mid tempo intervallato da corse a rotta di collo.
Ed ecco invece la loro reinterpretazione delle cover hc/ punk; bello l’attacco a testa bassa di “In defense of our future” dei Discharge con l’aiuto di Messiah alle vocals ed un solo gustoso.
Altra bordata sulle gengive la cover dei Dead Kennedys del grande Jello Biafra, “Hellnation” viene sparata in faccia con l’aiuto dell’ex sodale dei nostri Maniac che spara invettive aiutato dai cori.
Ultima perla il brano dei Ramones che vi farà alzare dalla sedia con il classico calcio nel culo che i newyorkesi sapevano dare; molto sentita la reinterpretazione di “Commando” e credetemi si canta dall’inizio alla fine.
In sommativa, un mini lungo e che potrebbe piacere a chi è seguace dei demoni nordici e soprattutto un bel manifesto di ribellione a qualsiasi compromesso.
Recensione a cura di Matteo Mapelli
basso

gran lavoro di necrobutcher che aggiunge nero e pesantezza alla canzoni

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