Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2022
Durata:41 min.

Tracklist

  1. A NEW TOMORROW
  2. DOWN IN HELL
  3. NEW SIN
  4. DOUBLE GAME
  5. MASTER OF LOVERS
  6. NEVER ALONE
  7. LOVESELF
  8. ALL YOU CAN HATE
  9. PEACE SELLS
  10. EVIL ME
  11. REVOLVER

Line up

  • Maurizio “Evil Mala” Malaguti: vocals
  • Alessio “Amos” Amorati: guitars, backing vocals
  • Federico “Freddy V” Veratti: guitars
  • Gabriele Ravaglia: bass
  • Andrew Gunner: drums

Voto medio utenti

Questo “A new tomorrow” è un gran bel disco, scritto e interpretato da un ottimo gruppo, capace di trasmettere all’ascoltatore un sacco di belle vibrazioni.
Se vi “disturba” il fatto che i Rain siano italiani o che in questo lavoro si rivolgano esplicitamente, dopo un percorso artistico che li ha visti impegnati anche in sonorità più “classiche”, a quanto già formulato da band come Alter Bridge, Shinedown, Nicleback e A7X, è un vero peccato, fermo restando le inappellabili questioni di gusto personale.
La verità è che i bolognesi, forti di una carriera iniziata negli anni ottanta e di numerosissimi e capillari attestati di stima, giungono oggi a sfornare un albo veramente potente e immediato, che sfida i colossi appena citati sul loro terreno preferito e lo fa senza l’ombra di timori reverenziali, almeno dal punto di vista squisitamente espressivo.
Non so se chiamarla “progressione”, anche perché la storia dei Rain è ricca di momenti musicali di notevole valore esplicitati attraverso le differenti sfumature del rock n’ roll, ma quello di cui sono convinto è che i nostri hanno sfornato undici canzoni eccellenti, concentrandosi su un songwriting coinvolgente e “moderno”, pregno d’ispirazione nonostante modelli musicali piuttosto evidenti.
Una “roba”, insomma, che non tenta di accattivarsi in maniera fastidiosamente acritica le simpatie degli estimatori del radio-rock contemporaneo, i quali, però, non potranno che essere sedotti istantaneamente da una possente title-track, da una “Down in hell” che piacerà ai tifosi dei Five Finger Death Punch e da una “New sin” che striscia nei sensi subdola e sfocia in un refrain di notevole incisività.
Double game” accentua leggermente il coefficiente di aggressività e piace per la pulsante costruzione armonica, e se “Master of lovers” e “Never alone” dall’altro lato tentano soluzioni leggermente più “radiofoniche” (aggiungendo qualcosa dei Foo Fighters nell’impasto sonico), con “Loveself” i felsinei dimostrano di saper trattare in maniera adeguata anche la difficile materia di cui è fatta la ballata malinconica.
Dopo aver segnalato la scura e incalzante “All you can hate”, un gradevole “riempitivo” intitolato “Evil me”, e il poderoso anthemRevolver”, arriviamo alla “pietra dello scandalo” dell’opera e cioè la cover “attualizzata” di “Peace sells” dei Megadeth … al di là del risultato (discreto), l’ulteriore testimonianza della personalità dei Rain, una formazione ambiziosa e “coraggiosa” che anche in questo specifico frangente non teme confronti tutt’altro che agevoli.
Se amate l’energia e il groove del metal, fusi con la forza della melodia accattivante, non sarà facile trovare in giro qualcosa di maggiormente efficace di “A new tomorrow” … davvero ben fatto.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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