Copertina 6,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2022
Durata:38 min.
Etichetta:Black Sunset

Tracklist

  1. CARNAGE
  2. LIVING DISEMBOWELMENT
  3. WINDS OF EXTINCTION
  4. CROWN OF DISCREATION
  5. SLAVES TO DECAY
  6. BLOODY GUTS
  7. DETHRONED IMMORTALITY
  8. REVENGE
  9. VORACIOUS PERSECUTOR
  10. PUTRID INFECTION
  11. FEEDING FATAL FAIRIES (DEFLESHED COVER)

Line up

  • Peter: drums
  • Karsten: guitars
  • Florian: vocals
  • Eike: bass
  • Jens: guitars

Voto medio utenti

Si aggiungono ai dischi death metal di fine anno, oltre che ad un ritorno sulle scene durato ben cinque anni, i tedeschi Terrible Sickness, che pubblicano il loro terzo full length 'Flesh For The Insatiable', in una carriera ormai lunga dodici anni. Un tempo che saputo dare la possibilità di pensare a lungo sul songwriting delle canzoni e della strada da voler intraprendere in mondo musicale sempre più duttile e flessibile, mai statico. I Terrible Sickness però hanno continuato sulla strada del death senza tanti compromessi, vediamo quindi se tale scelta ha riportato ottime conseguenze o il contrario.

Immagine

[Foto fornita nel Comunicato Stampa]

L'album è descrivibile in maniera molto semplice, facendo però attenzione a separarlo in due momenti ben distinti. Il primo, dove si sente una maggiore coesione della band e i pezzi sono generalmente tutti su ottimo livello, facendo spazio anche a delle aperture melodiche che non guastano come su 'Winds Of Extinction' e 'Slaves To Decay', mentre sull'altro versante il sound dell'album, colpa anche di una produzione troppo pasticciata di cui fa spese la batteria, non si capisce mai precisamente dove voglia andare a parare. E' il caso di 'Bloody Guts', 'Voracious Persecutor', o ancora l'iniziale 'Carnage', canzoni molto spesso che non cambiano di un minimo il loro incedere, risultando eccessivamente monocorde, ma dove anche la confusione regna sovrana. Un ulteriore appunto va fatto anche sul growl di Florian Scheibke, non malvagio e che ben si sposa con la qualità alta delle canzoni descritte all'inizio, oltre a ricordare quello un po' secco e e lacerante di Martin Van Drunen (Asphyx).

Era probabilmente lecito aspettarsi di più dai Terrible Sickness dopo tutti questi anni, e sopratutto alla terza prova in studio, ma tutto sommato il prodotto complessivo non è reputabile come insufficiente. C'era però la speranza di trovarsi a qualcosa di meglio..

Recensione a cura di Francesco Metelli

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