Copertina 8

Info

Anno di uscita:2023
Durata:non disponibile
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. WONDERLAND
  2. HIGHER GROUND
  3. HOLLOW
  4. MILLION TIMES
  5. MY OWN WAY
  6. IMPERFECTION
  7. IN THE MIRROR
  8. NEXT GENERATION
  9. SOMEDAY
  10. RODEO

Line up

  • Kristian Fyhr: vocals
  • Johan Älvsång: keyboards, backing vocals
  • Emil Dornerus: guitar, backing vocals
  • Gustav Linde: guitar
  • Olof Gadd: bass, backing vocals
  • Anton Roos: drums, percussions

Voto medio utenti

Suonare “attuali” senza snaturare i Sacri Dogmi del genere o, se preferite, guardare alla Storia del settore evitando facili nostalgie e non finendo vittima dei comodi cliché … un’operazione obiettivamente complicata e delicata, da attuare sostenuti da cultura, talento e ambizione.
Ebbene, i Seventh Crystal, dopo averlo già dimostrato ai tempi del pregevole debutto “Delirium”, confermano chiaramente le loro velleità artistiche con questo secondo album veramente riuscito e coinvolgente.
Wonderland” appare dunque una collezione di splendide canzoni piene di freschezza, verve e melodie accattivanti, che sono certo gli estimatori di H.E.A.T., One Desire, Creye e Diamond Dawn (tanto per fare qualche esempio significativo) non potranno fare altro che provare a “consumare” attraverso l’ascolto reiterato.
L’ingresso nella band svedese della chitarra di Gustav Linde ha verosimilmente contribuito almeno in parte a rendere il suono più corposo, mentre sono ancora una volta la voce e le capacità interpretative di Kristian Fyhr a fungere da meraviglioso collante emotivo all’interno di un programma variegato e assolutamente privo di controindicazioni, in un crogiolo di hard melodico, pop, AOR e scorie prog davvero appassionante.
L’irruzione del riff e del ritmo palpitante della title-track dell’opera bendispongono alla fruizione di un eccellente atto d’apertura, immediatamente sostenuto da “Higher ground”, alimentata dalle tastiere di Johan Älvsång e da una tensione espressiva in favolosa progressione.
Arrivati alle pulsazioni di “Hollow”, appare lampante la capacità dei nostri nel trattare la materia specifica, anche quella maggiormente “canonica”, con innata destrezza, e se qualcuno avesse ancora dei dubbi ci pensa il clima evocativo (e vagamente “celtico”) di “Million times” a fugare ogni residua remora.
Sciolta ogni eventuale perplessità, non rimane che affidarsi alla classe innata di un rampollo sonoro del tipico pop-rock scandinavo come “My own way” e all’emozionante quota melodrammatica della raccolta, ben rappresentata dalla catartica “Imperfection” e dalla ballatona ad ampio respiro “In the mirror”.
Ancora un trascinante anthem poppettoso denominato “Next generation” (titolo programmatico?), prima che le contagiose “Someday” e “Rodeo” (che mi ha ricordato una specie di fusione tra Eclipse e Gotye … boh …) pongano il loro prezioso sigillo su un disco da incorniciare, con cui i Seventh Crystal risolvono la difficile equazione citata all’inizio della disamina in bello stile, accreditandosi tra i migliori “modellatori” melodici della scena contemporanea.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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