Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2023
Durata:41 min.
Etichetta:Profound Lore Records

Tracklist

  1. CHARNEL PASSAGES
  2. ABHORRENCE EVANGELIUM
  3. NECROPOLIS OF OBSIDIAN MIRRORS
  4. SCORN MANIFESTATION
  5. INTERMINABLE REBIRTH OF ABOMINATION
  6. DROWNED

Line up

  • M.H.: drums
  • D.L.: guitars, vocals (backing)
  • D.R.: guitars
  • C.E.: vocals

Voto medio utenti

Certi gruppi ce l’hanno, e certi altri no.
Quella mistica, quella luccicanza, quel quid che permette di elevarti sopra il ribollente mucchio di band dalle coordinate sonore pressoché sovrapponibili alle tue.
Ed i Cruciamentum, quel quid, ce l’hanno eccome.

Non è servito molto per rendersene conto: appena un full length, lo spettacolare “Charnel Passages” (che ha ormai compiuto otto anni di vita) e qualche sporadico EP disseminato qua e là. Una mole discografica tanto modesta quanto qualitativa, che oggi (finalmente!) registra un significativo rimpolpamento grazie al nuovo album, dall’ostico titolo “Obsidian Refractions”.

I Nostri, tanto per fugare il campo da eventuali dubbi, riprendono esattamente da dove si erano interrotti: il loro death metal di stampo classico, eppur dotato di grande personalità, è di nuovo lì da ammirare, con le sue atmosfere cupe e morbose, coi suoi rallentamenti sepolcrali alternati a feroci accelerazioni, coi suoi lancinanti assoli sempre piazzati al momento giusto…

Ancora una volta, i Cruciamentum sfoggiano una produzione cavernosa che calza come un guanto, un growling profondo (a questo giro opera del bassista Chris Eakes) che va splendidamente a braccetto col sanguinolento riffing; soprattutto, un songwriting che costituisce davvero la marcia in più.
Un songwriting al tempo stesso ispirato e sapiente, che dimostra come si possa attingere dal bacino della tradizione senza per questo risultare in alcun modo banali o stantii.

Ogni brano, in effetti, contiene al suo interno un prezioso microcosmo di lugubre putrescenza, che merita attenta esplorazione -concedete a quest’opera almeno 4-5 ascolti per permetterle di svelare tutto il suo potenziale-; ciò premesso, tuttavia, non posso esimermi dal citare il feeling deliziosamente funereo della conclusiva “Drowned” (forse l’episodio migliore del platter), la solennità malsana di “Interminable Rebirth in Abomination” e la strisciante decadenza di “Necropolis of Obsidian Mirrors”.

Obsidian Refractions”, tirando le somme, si è fatto attendere parecchio, ma riesce, con appena sei brani (per poco più di quaranta minuti di durata), a spazzar via buona parte della concorrenza.
In ogni caso la prossima volta, cari Cruciamentum, cercate di sveltire un po’ i ritmi discografici: il nostro adorato metallo della morte ha bisogno di voi.
Recensione a cura di Marco Cafo Caforio

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 29 nov 2023 alle 20:58

Ottimo album di una band poco conosciuta. Grande Cafo.

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