Copertina 8

Info

Anno di uscita:2024
Durata:52 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. BLACK HOLE EXTINCTION
  2. SILENT WINTER
  3. KILLER OF THE NIGHT
  4. HELL OR HIGH WATER
  5. STAND UP
  6. BURNING MAN
  7. SHATTERED GLASS HEART
  8. TIME
  9. HUNTED
  10. STRANGER IN THE MIRROR
  11. INTO THE BLAZING SUN

Line up

  • George Lynch: guitars
  • Girish Pradhan: vocals
  • Steve Brown: drums, backing vocals
  • Jeff Pilson: bass, backing vocals

Voto medio utenti

Arrivati alla terza fase del loro percorso artistico, potremo parlare dell’albo “definitivo” del supergruppo The End Machine?
Ricollegandomi al dubbio / auspicio con cui chiudevo la recensione del precedente “Phase2”, posso tranquillamente affermare che se, tutto sommato, il galvanizzante evento non si è ancora concretizzato appieno, con “The quantum phase” siamo davvero molto vicini al suo compimento.
L’ingresso in formazione di Girish Pradhan (Girish And The Chronicles, Joel Hoekstra’s 13, Firstborne), in sostituzione del pur bravo Robert Mason, ha verosimilmente contribuito a rendere più “energico” l’approccio espressivo della rinomata coalizione, in grado oggi di trattare con rinnovata vitalità i sacri dogmi che sottendono le nobili definizioni stilistiche class-metal e hard-rock blues.
Come si potrà intuire, nulla di veramente “innovativo”, ma l’impressione è che anche grazie all’ugola stentorea e duttile di Mr. Pradhan, il funambolico George Lynch abbia potuto sfruttare in maniera più efficace e variegata la sua rara dotazione di talento musicale e tecnica esecutiva.
Poi, magari si tratta “solo” del risultato di una particolarmente felice contingenza ispirativa, di un tipo, che per esempio, rende “Silent winter” e “Killer of the night”, due piccoli attentati alle coronarie di tutti gli “orfani” dei Dokken (quelli veri, eh …).
Non fatevi, dunque, depistare dall’openerBlack hole extinction”, veemente e coinvolgente e tuttavia pure un po’ troppo “forzata”, anche perché dopo i due succitati gioiellini sonori, la scaletta riserva agli appassionati dell’hard n’ heavy ottantiano un vigoroso anthem da arena denominato “Hell or high water”, un vibrante mid-tempo tra Tesla, Mr. Big e Van Halen intitolato "Stand up” e un paio di pezzi, l’avvolgente “Burning man” e la sinuosa ed esotica “Shattered glass heart”, che non potranno che conquistare l’attenzione di chi freme per Whitesnake ed Aerosmith.
Tutta “roba” impreziosita dalla chitarra davvero incontenibile di un Lynch in forma smagliante, e sostenuta, oltre che dalla già menzionata ugola graffiante del vocalist indiano, da una sezione ritmica che oltre a garantire il pulsante “battito cardiaco” delle composizioni, va segnalata per il prezioso supporto nei cori.
Extreme e, nuovamente, Van Halen, affiorano nell’andatura palpitante di “Time”, mentre l’ombrosa “Hunted” viene accolta dai sensi in maniera leggermente più “tiepida” e lo stesso si può affermare per il groove denso e cangiante di "Stranger in the mirror” e per la dirompente "Into the blazing sun”, che chiude l’album sfruttando la collaudata formula dell’hard quintessenziale, catartico e immediato.
Come anticipato, a causa di qualche flessione compositiva rilevabile nel programma, non riesco ancora a considerare “The quantum phase” l’inconfutabile apice artistico dei The End Machine, ma, alla luce dei numerosi eloquenti "segnali rivelatori", sono anche convinto che il nuovo assetto della formazione sia destinato a fargli raggiungere quell’eccellenza “assoluta” che compete a musicisti così blasonati … per ora, ci “accontentiamo” di un gran bel disco.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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