Copertina 4

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2002
Durata:53 min.
Etichetta:Black Lotus
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. POWER WITHIN
  2. THE JOURNEY
  3. LONEWOLF'S DESTINY
  4. THE FATE OF A LONELY BARD
  5. REFLECTIONS
  6. PART OF A PLAY
  7. NIGHTRIDERS
  8. DAWN OF GLORY / NEVERENDING WAR
  9. SONS OF GODS

Line up

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No, non ci siamo proprio. Alle volte è dura dover fare una recensione negativa, specialmente quando, come in questo caso, si sente proprio che la band ci mette passione e anima nel suonare. Purtroppo però in questo "Power Within" non c'è altro; i Wolfcry propongono un power metal moderno, di quello trito e ritrito, che molto deve a band come Nocturnal Rites o Kamelot, anche se la maggiore ispirazione sono indubbiamente gli Hammerfall. Il combo greco ha proprio lo stesso difetto della band svedese, capace di scrivere buoni pezzi, ma di rovinare il tutto con una voce poco convincente, per nulla aggressiva e scarsamente espressiva. In fondo alcune ritmiche dei Wolfcry non sono malaccio, solo che la voce di Costas Hatzigeorgiou, molto simile proprio a quella di Joacim Cans, sfiora alle volte la cacofonia, continuando per i nove brani tra acuti evidentemente calanti e linee vocali pedestri senza la benché minima espressività. La produzione lascia parecchio a desiderare: i suoni di chitarra non sono incisivi e sembrano più delle zanzare innocue e la batteria ha una campionatura parecchio pesante; il vero difetto del lavoro sono però le chitarre lead e soliste, che sembrano suonate attraverso un citofono. E' un peccato che un brano come "Lonewolf's Destiny", dalle trascinanti ritmiche alla Accept, venga rovinato malamente dal cantato, che raggiunge, proprio con questo brano, il suo punto più basso; ne è un esempio la conclusione, affidata ad un ritornello che vede intrecciarsi due linee vocali, entrambe calanti se non addirittura stonate, che sfociano in un acuto fuori tonalità che riesce a tornare in nota solo sul vibrato finale.
Va un po' meglio sui brani lenti come "Part of a Play", che ci trasporta via con le sue leggere note di piano, ma anche qui le belle cose durano poco perché appena Costas si lancia più in alto sono dolori per le orecchie del malcapitato ascoltatore.
Niente da fare, dunque; la sufficienza è ben lontana per questo "Power Within" e la strada per un posto meritevole nella scena metal odierna non è certo questa.
Recensione a cura di Lorenzo 'Txt' Testa

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