"In un mondo pieno di Alisse White-Gluz e Elyze Ryd, siate sempre Marta Gabriel!”
Ma, procediamo con ordine.
Ritorno in pompa magna per i polacchi
Crystal Viper guidati, come sempre egregiamente, dall’affascinante (ma soprattutto bravissima),
Marta Gabriel; voce, chitarra e, per l’occasione anche basso (e tastiere), di questa nuova creatura musicale partorita dalla band originaria di Katowice.
The Silver Key, nono sigillo discografico dei Nostri, uscito per la fedele
Listenable Records, rispecchia fedelmente i dettami stilistici tanto cari ai
Crystal Viper, con quell’inconfondibile miscuglio di power ed heavy metal tradizionale, che sfocia in un sound ruvido e trascinante, ma anche melodico (che non signica necessariamente “happy”) e suadente.
Il disco, pur non inventando nulla e senza strafare, si rivela un gran bel lavoro che, per freschezza, ispirazione e qualità compositiva, mi ha personalmente riportato indietro nel tempo, ai fasti di
Metal Nation , in assoluto il mio preferito nella discografia della band!
Le tracce, sempre godibili e coinvolgenti, nonostante, come detto, tutte riconducibili al tipico marchio di fabbrica della band, presentano un’invidiabile varietà compositiva.
Infatti, oltre agli immancabili richiami ai grandi classici del passato (emblematica, a tal proposito, la maideniana
Old House In The Mist), si possono poi trovare canzoni di estrazione più epica (come
The Key Is Lost, oppure la title-track) ma soprattutto, parecchi brani con una sezione ritmica tipicamente power, (quali l’iniziale
Fever Of The Gods,
Heading Kadath,
Book Of The Dead,
Escape From Yaddith o la conclusiva
Cosmic Forces Overtake) per merito della batteria martellante, di cui si rende protagonista il nuovo abilissimo drummer
Kuba Galwas, intervallati da una ballad molto intensa, dal punto di vista emotivo, intitolata
Wayfaring Dreamer, perfettamente interpretata dalla voce di
Marta.
Ad ogni modo, indipendentemente dalle caratteristiche dei singoli momenti,
The Silver Key sprigiona una genuina spontaneità che non si può non apprezzare. La qualità musicale inoltre, si dimostra nettamente superiore rispetto agli ultimi lavori della band. Merito innanzitutto delle chitarre, sempre corpose nella struttura e taglienti negli assoli e nel riffing, suonate con cura, oltre che dalla vocalist, da
Eric Juris (presente anche nell’ultimo lavoro degli
Warlord) e dallo storico
Andy Wave. Notevoli inoltre, i refrains delle varie tracce, decisamente ficcanti e convincenti, grazie alle loro trame melodiche accattivanti, che tuttavia, non scadono mai in soluzioni zuccherose, ma anzi piuttosto, hanno un retrogusto maligno. Infine, come già detto, il vero punto di forza del disco, è da individuare nella voce graffiante ed espressiva di
Marta Gabriel, un’artista che si nutre di VERO METALLO, non di immagini e sonorità costruite ad arte per accaparrarsi facilmente le simpatie del pubblico!
Il metal, per sua stessa essenza e definizione, non è apparenza, lustrini e paillettes ma, sostanza, sudore e passione! Concetto elementare, eppure oggi ignorato (più o meno volutamente) da molti.
Ecco quindi che si ritorna alla considerazione iniziale, volutamente provocatoria; prendetelo come un consiglio, rivolto soprattutto a tutte le musiciste del gentil sesso (e non solo) che si cimentano in questo genere.
Ricordatevelo sempre, per la sopravvivenza e per il bene della nostra amata musica:
“In un mondo pieno di Alisse White-Gluz o Elyze Ryd, siate sempre Marta Gabriel!