Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2024
Durata:42 min.
Etichetta:Vendetta Records

Tracklist

  1. THE WITCH (WAS BORN IN FLAMES)
  2. RULER OF CHAOS, BRINGER OF STORM
  3. SILENT AND BLEAK
  4. TRIP TO A SOLITARY MOON
  5. VESSELS OF SACRIFICE
  6. THE FIRE LAKE: DEATH OF SOULS
  7. PROFOUND EYES

Line up

  • V Noir : guitars, bass, drums, programming
  • Askahex : vocals, bass, violin

Voto medio utenti

Terzo album in tre anni per gli svizzeri Ernte e ancora una volta hanno fatto centro ! Dopo aver meritatamente occupato la quinta posizione della mia personale classifica di fine anno (scorso) ho avuto un po' di 'paura' nell'approcciarmi a questo album, paura soprattutto di essere deluso dall'incapacità di bissare le vette qualitative del predecessore 'Albsegen' e invece , invece come potete subito capire dalla valutazione numerica, il nuovo 'Weltenzerstörer' é un altro grande album che mi ha soddisfatto pienamente e che non fa altro che confermare come gli Ernte siano una della band di maggior interesse e classe oggi presente sulla scena. In tutta onestà il miglioramento qualitativo presente tra il debut e il seguente follow up era decisamente più importante ed evidente, mentre questo nuovo platter prosegue su standard qualitativi e compositivi molto simili rispetto al recentissimo passato. 'Weltenzerstörer' é 'solo' più acido, in alcuni tratti forse anche più raw, e in poche parole più estremo nei suoi elementi portanti, basti ascoltare la spettrale opener, che fedele al suo titolo ('The Witch (Was Born In Flames)' ) fa sudare freddo durante tutto l'ascolto . Altrettanto potrebbe dirsi per la seguente 'Ruler Of Chaos, Bringer Of Storm' brano cadenzato, sinistro e tetro in cui l'ascoltatore puo' trovare un momento di 'sollievo' nella buona accelerazione di metà pezzo, ma poi si capisce subito quale sarà l'andazzo... La velocità media dell'album é sempre abbastanza bassa, lenta e asfittica,sviluppandosi per lo più su ritmi grigi e maleodoranti, presagi di disgrazie e morte. Le melodie sono più sottili e taglienti e la ciclicità dei pezzi follemente monotona che come un continuo e regolare martellamento ti annichilisce il cervello. Il vero plus e la 'novità' di quest'album sono le vocals , pura espressione di sofferenza e malattia mentale, molto più vicine al depressive style che non alle classiche black metal vocals … Da manuale la conclusiva 'Profound Eyes' che nei suoi 5 minuti racchiude tutto il meglio di quest'album, tra parti sulfuree e accelerazioni rapide e affilate che incidono l'animo dell'ascoltatore come non mai, si conclude un altro grandissimo album di una band personale e unica nel genere … in un'annata fin qui ottima, ho la netta sensazione che gli Ernte riusciranno ancora a ritagliarsi un posto d'onore in molte cassifiche di fine anno…

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