Sijjeel - Affiliation of Horrid Containment

Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2024
Durata:40 min.
Etichetta:Comatose Music

Tracklist

  1. INTRO
  2. DESCENDENT INCERTITUDE
  3. ABOMINABLE CAPTIVATION
  4. TORMENT UPON THEIR EXISTENCE
  5. RELINQUISHED UNTO THEE 14
  6. THE CONGREGATION UNDER THE SHADE
  7. INFALLIBLE
  8. ACQUITTAL OF THE CURSED APPRAISER
  9. EVERLASTING INFAMY
  10. IMPALED UPON THE PYRE

Line up

  • Hussain Akbar : drum programming, guitars
  • Lukas Kaminski : bass
  • Floor van Kuijk : vocals

Voto medio utenti

Due anni dopo il debut 'Salvation Within Insanity' tornano sul mercato i Seijjeel, band 'internazioneale' si, ma che ha le sue radici ben pianate in Arabia Saudita … a parte questa curiosità, il nuovo 'Affiliation Of Horrid Containment' non ha niente di esotico o mediorientale, anzi é ben ancorato nella storia del brutal death metal occidentale, con chiari e piacevoli richiami a Gorguts e Suffocation. Quelli che hanno ascoltato il debut album sapranno che i nostri tre 'sauditi' amano pestare duro e senza compromessi, ma per questa nuova fatica hanno deciso di spingersi un po' più in la, lavorando e refinendo meglio ogni dettaglio della loro proposta, riuscendo a sfornare un album che nella sua ovvia, immensa ed innata brutalità, riesce ad essere 'piacevole' se siete dei masochisti senza speranza … cio' che giustamente si rinfaccia a molte brutal death bands é l'appiattirsi su soluzioni non solo trite e ritrite ma che vengono riproposte senza pudore di brano in brano e di disco in disco, i Sijjeel invece non solo riescono a variare i pezzi, per quanto possibile, all'interno di questo album, ma segnano anche un deciso passo in avanti rispetto a quanto di buono già fatto con il debut. Infatti rispetto al passato i brani sono incredibilmente più pesanti, più aggressivi e più brutali, ma non hanno perso un briciolo di dinamicità e potenza. I riifs si susseguono feroci e distruttivi, il basso é un puro martello pneumatico e la drum machine riesce a non annoiare mai, metteteci poi una produzione perfetta che riesce ad essere pulita senza brillare, dinamica senza perdere in potenza ed otterrete un album che riconcilia con il concetto di estremo, brutale e distruttivo. Unico 'punto debole' é la 'voce' troppo standard e poco incisiva come invece ci si aspetterebbe da una band cosi' 'evoluta'. Troppo ? Troppo poco ? Per me é semplicemente il giusto !

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