Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2024
Durata:40 min.
Etichetta:Hells Headbangers Records
Distribuzione:Hells Headbangers Records

Tracklist

  1. CRAFTING CARNAGE
  2. RAVAGING THE LOINS OF MARY
  3. NEVER WILL I DIE
  4. OF HELL
  5. EYE OF GLASS
  6. OUTBREAK
  7. THE PREACHER
  8. EVILUTION
  9. THE CHOSEN

Line up

  • Adam Tranquilli: Guitars, Vocals
  • CJ Scioscia: Guitars
  • Adam Kieffer: Drums
  • Dave Kramer: Bass

Voto medio utenti

I thrasher statunitensi Blood Feast, attivi dal lontano 1986, rilasciarono due discreti album negli anni 80', per la precisione "Kill for Pleasure" (1987) e "Chopping Block Blues" (1989). A causa dell'essere andati incontro a vari scioglimenti e reunion riuscirono a dare alle stampe il loro terzo lavoro soltanto nel 2017: "The Future State of Wicked".
Si ripresentano oggi – con il solo Adam Tranquilli come membro originario –, a distanza di circa sette anni, con il suo successore: "Infinite Evolution", rilasciato sotto il patrocinio della Hells Headbangers Records.

Sembra proprio di avere a che fare con un disco situabile in una dimensione parallela, dove il tempo si è arrestato al Thrash Metal degli anni '80, sia a livello compositivo che per quel che riguarda il sound, risultando quanto di più tradizionale e '80's si possa reperire al giorno d'oggi. La produzione ricalca pedissequamente quella delle origini, comprese alcune imperfezioni, e la prima sensazione che se ne ha è quella di una modernità mai pervenuta alla band. Una modernità bombastica ed eccessivamente compressa che a mio avviso ha guastato il Thrash (e nono solo), uniformando le differenze tra le varie formazioni, oltre ad aver conferito un alone di finzione spesso sgradevole e fastidioso.
I Blood Feast si richiamano a quel modo di suonare – a cui in ogni caso, seppur non a idearlo, hanno contribuito quantomeno a rafforzarlo in quelli che erano i suoi anni d'oro – tipico di quelle formazioni che ibridavano il genere con l'Hardcore. Dunque possiamo rilevare forti similitudini con l'attitudine dei primi due album dei Corrosion Conformity, o di realtà come D.R.I., Suicidal Tendencies, Nuclear Assault, ecc.ecc.
Dove comunque sia non mancano influssi provenienti dalla Bay Area (in particolar modo mi vengono a mente gli Exodus di Baloff). E basti questo per lasciare intendere le strutture di base e il peculiare tipo di suono che caratterizza "Infinite Evolution".

L'album nei suoi 40 minuti è strutturato prevalentemente su assalti frontali aggressivi, con qualche picco di eccentricità a tratti ironica, come era tipico di quel substrato underground più vicino allo spirito Punk, e nell'insieme si ascolta piuttosto piacevolmente. Il difetto principale, altresì, è rappresentato dall'incapacità di sorprendere; non solo perché ancorato alla tradizione, che a mio avviso è cosa gradita, bensì per l'incapacità di inserire una serie di hooks strategici in grado di entusiasmare: di far innamorare l'ascoltatore del prodotto.
In ogni caso, affermo nuovamente che l'ascolto è discretamente gradevole, regalando inoltre le sue piccole soddisfazioni… Soprattutto per la capacità del gruppo di riproporre alla perfezione un sound, dotato di un certo sentore di urgenza estremamente genuina, che è sempre più difficile da ravvisarsi, al giorno d'oggi, in forma pura e non edulcorata da mode o orpelli volti a compiacere chicchessia.

Un LP da prendere con leggerezza, come è di consuetudine con le avventure estive…

Recensione a cura di DiX88

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