I genovesi con questo ultimo lavoro ci salutano (sigh!) con un’ultima fiammata.
Questo quattordicesimo lavoro non si discosta di un millimetro, è puro e sulfureo thrash/black come da tradizione ma non solo, chiude il cerchio con il proprio passato.
Basta ascoltare “
Necrosadist” che fa riferimento dal titolo all’omonimo brano del debutto del lontano 1987, una colata nerissima e feroce con la sezione ritmica in grande spolvero e un
Flegias velenoso come non mai.
La titletrack che segue viene aperta da un arpeggio inquietante acustico per poi deflagrare in un mid tempo roccioso dal chorus semplice ma che sicuramente dal vivo farà furore.
“
Alien” è un brano pesantissimo, tempi medi, chitarre che cuciono riff sulfurei e vocals in screaming acidissime.
Qui la batteria sciorina tecnica e cambi di tempo con sfuriate improvvise per poi diventare una marcia sul finale marziale e violenta.
“
Metempsychosis (part two)” si ricollega alla traccia presente sul mitico “
Fragments Of Insanity” del 1989; pezzo strumentale dove il quartetto gioca a mettere al muro l’ascoltatore con un thrash metal serratissimo ed inquietante dove ci sono parti velocissime, guizzi slayeriani e rallentamenti doom; il chitarrista
Pier Gonella fa la parte del leone.
In ultimo ecco arrivare la botta con “
Hangover”, perché pur essendo una band estrema la musica deve essere divertimento e difatti il testo come dal titolo ruota attorno alle conseguenze di una sbronza e lo fanno in puro
Necrodeath style.
Grazie mille ragazzi per essere una leggenda riconosciuta anche da assolute stelle del metal internazionale (
Phil Anselmo docet) e per aver constellato questa lunga carriera di grandi dischi estremi, orgoglio e onore a voi!
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