Ci avevano lasciati con l'ottimo 'Mercurion' gli svedesi
Armory, ormai nel 2022, che tanto aveva lasciato soddisfatto sia il sottoscritto che, son sicuro, chiunque trovi nello speed metal la propria ragione di vita. Ero pertanto molto curioso di sentire nuova musica da parte degli svedesi, come anche avevo avuto occasione di scrivere al tempo, dato che il talento era percepibile, e anche parecchio, nascosto purtroppo da alcuni difetti che non gli avevano permesso di avere un voto più alto, ma la fiducia in loro era sicuramente riposta. Fiducia che con questo nuovo EP
'Black Star', seppur presenti pochissimo materiale inedito per una brevissima durata, solo due pezzi per dieci minuti scarsi, fa già vedere come i risultati ci siano, oltre che oggettivi progressi.
Primo fra tutti, finalmente
P.Andersson, dietro il microfono, ha deciso di non fare dello strillare esagerato il mantra del suo stile vocale, mantenendosi su tonalità che giocanno fra il medio e l'alto come nell'ottima Titletrack, la migliore delle due canzoni qui presenti, riff velocissimi e taglienti che non lasciano spazio a nessuna pausa o rallentamento di qualsivoglia tipo e che catapultano dritti negli anni 80', con assoli che ad esempo nella parte centrale suonano un po' "spaziali" alla Agent Steel, band che sicuramente rientra tra le influenze degli
Armory. Si passa poi a
'Solar Winds', anch'essa spedita nel suo incedere, anche se con un ritornello più arioso e delle melodie più presenti che la fanno sicuramente risultare più facilmente orecchiabile rispetto alla sua precedente. Una bella prova quindi da parte degli
Armory, e se prima le aspettative per un full length erano alte con un auspicio di miglioramento di alcuni difetti, ora che questi sembrano essere stati smussati, sono ancora più elevate. Dita incrociate.
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