La ricetta non è inedita: base
punk n’ glam su cui innestare chitarre
metal, il tutto condito da un’attitudine irriverente e sfacciata, alimentata da un arruffato misto di fantascienza
naif, lustrini, istinti “festaioli” e tanta ironia.
Ciononostante, assorbendo la lezione di Zodiac Mindwarp & The Love Reaction, Heartbreakers e
Iggy Pop, i canadesi
Hot Apollo sfornano un albo che funziona abbastanza bene, raggiungendo in buona parte gli obiettivi prefissi.
Con il singolare titolo “
Against the odds because we're gods” (a quanto pare ispirato alle incrollabili convinzioni artistiche del gruppo, a dispetto delle difficoltà “oggettive” nell’intraprendere tale carriera …) il disco propone infatti un godibile assortimento di ritmiche pulsanti,
riff adrenalinici e assoli incendiari e taglienti, a costituire
anthem pilotati dalla voce sferzante e cantilenante di
Jaymes, uno che deve avere una particolare predilezione per le iconiche prestazioni canore dell’
Iguana e
Johnny Rotten.
Descrivere in dettaglio le singole canzoni, che tra l’altro tendono un po’ ad assomigliarsi l’una con l’altra, diventa così superfluo e poco produttivo, per cui mi limito a segnalare solo quelle che mi sono sembrate più efficaci, a partire dal brano “manifesto” “
We’re Hot Apollo”, passando per il
rock n’ roll martellante di “
Priorities” e le vibranti foschie di “
Gjallarbru”, e infine approdando alla sinuosa e danzereccia “
Slayance” (vagamente alla Electric Six) e ai chiaroscuri di “
Beltane”, con le ultime due che conquistano la palma di mio personale
best in class della raccolta.
Ben prodotto da
Scotty Komer (Protest The Hero, Silverstein), “
Against the odds because we're gods” è un bel modo per non dimenticare che la musica
rock è anche svago, ritmo, provocazione e sfrontatezza … una “festicciola”, insomma, a cui non spiace partecipare.
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