Copertina 7,5

Info

Genere:Avantgarde
Anno di uscita:2026
Durata:56 min.
Etichetta:Code666

Tracklist

  1. MASKHARAH
  2. L'ABBRACCIO DEL SERPENTE
  3. VULTURES
  4. NECROMANTEION
  5. RADICI
  6. WHALEFALL
  7. MESCALYNIA
  8. OSEDAX

Line up

  • Wolke: all instruments, vocals
  • Anxitudo: all instruments, vocals

Voto medio utenti

Sin dalla copertina, che ritrae tre splendidi cactus Saguaro, si capisce che il Black Metal dei Diespnea sarà molto "particolare" e, sicuramente, libero dalle stupide rigidità che, troppo spesso, fanno parte dei vari generi all'interno dei quali ci piace catalogare la musica.
Il duo italiano, qui alla sua seconda prova discografica, al contrario, non fa della rigidità, o del rispetto dei canoni se preferite, un proprio vessillo e si "permette", in linea con l'artwork, di dare alla sua proposta un taglio caldo, in qualche modo sudista, dal forte sapore psicotropo, sostituendo boschi innevati e ghiaccio con deserti di rocce e funghi allucinogeni, risultando, difficile da pronosticare, credibile e dannatamente black, molto più, vorrei dire, di chi, ancora, vive di croci capovolte e sterili bestemmie.
"Radici" osa la dove non dovrebbe, è un album nero ricco di colori sgargianti, sfrutta l'esperienza di act come Urfaust, Spite Extreme Wing, Manes o Dodheimsgard per plasmare un suono "proprio" fatto di ritualismo, allucinogeni, riffing tagliente e chiarissima propensione estrema che viene, coraggiosamente, declinata in una atmosfera selvatica e polverosa in grado di avvolgere ogni brano ed ogni singolo arrangiamento, sia che il gruppo descriva visioni al gusto di LSD (con ottimi inserti elettronici) sia che, invece, distrugga ogni cosa con la furia del Black Metal primigenio, magicamente ingrediente base della mistura dei Diespnea.
Non credo che questo sia un lavoro adatto ad ogni mente o appetibile per ogni palato, ma, di certo, "Radici" è un album intelligente, unico (scusate se è poco), sperimentale ma facile da ascoltare (direi che si avverte un sottile spirito punk), di qualità elevata per il suo saper unire, in modo equilibrato, pulsioni e tendenze molto diverse, e, soprattutto, libero da qualunque catena ma, solo e soltanto, espressione delle menti dei suoi creatori.
Per quanto mi riguarda, applausi meritati e tequila.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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