Se con l’Ep precedente i nipponici avevano già fatto storcere la bocca ai puristi del metallo nero, immaginatevi nel 1997 come avrebbero reagito nell’ascoltare questo terzo album.
Un disco che è un’immaginifica colonna sonora dove la ciurma di
Mirai Kawashima sposta il confine ancora di più lanciando un guanto disfida con l’inserimento di strumenti atipici per il genere proposto come vocoder, percussioni varie, orchestrazioni e persino un triangolo!
Qui abbiamo pezzi al limite del thrash metal come la titletrack, o “
Curse of Izanagi” a pezzi assolutamente “folli” come la progheggiante “
Invitation to die” e le tastiere costruiscono un quadro sonoro ad altro tasso emotivo in mezzo a campionamenti, rumorismi assortiti che farebbero restare di stucco, ma sulla qualità e personalità non si scherza.
Qui ce n’è a quintalate, soprattutto, il metal estremo è ancora più estremo, perché ha soluzioni melodiche anche oltre lo stile e soprattutto lo screaming del frontman è coinvolgente, emotivamente ti sorprende dando un colore diverso ad ogni traccia.
Il tempo passato non ha infierito sulla bellezza e qualità di questo lavoro che ora con l’opera di rimasterizzazione per merito di
Patrick Engel e dei suoi
Temple Of Disharmony risplende con un fulgore oscuro, fatelo vostro!
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