Prison of Mirrors - De Sepulchris Occultis Et Igne Profanationis

Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:29 min.
Etichetta:Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum

Tracklist

  1. CHANTS BENEATH THE SHUNNED SHRINES
  2. THE DEVOURING FIRE OF DEMONIC DOCTRINE

Line up

  • Lord Svart: guitars, vocals
  • Nocturnal Silence: bass
  • Anubis: guitars
  • Bestia: drums

Voto medio utenti

Avvolti nella più totale oscurità, ad essa legati con mistica devozione, tornano, a ben sei anni dal loro esordio discografico di lunga durata, i campani Prison of Mirrors con il nuovo EP "De Sepulchris Occultis Et Igne Profanationis", rilasciato dalla ATMF, continuando nel loro personale percorso di discesa negli abissi marcato a fuoco dalla fiamma del Black Metal.
I due nuovi brani (strepitoso il secondo...), che assieme arrivano quasi a 30 minuti di durata, ci offrono un suono malevolo, soffocante ed occulto, il quale, traendo ispirazione dalle dissonanti traiettorie degli Akhlys, avvolge l'ascoltatore con le sue spire sinistre, tra riffing maligno, atmosfere fortemente evocative, odore di incenso e declamazioni che vengono, direttamente, dal buio più profondo, un buio che è la giusta dimora per una musica come questa.
I Prison of Mirrors rifuggono qualunque velleità commerciale e, quasi in silenzio, costruiscono i propri artefatti sonori, spesso impenetrabili, certo inquietanti e bilanciati tra ferocia esecutiva e melodie allo zolfo, il tutto all'insegna di un approccio dai contorni "religious" e dalle atmosfere che traggono linfa mortale dai viscidi anfratti dell'occultismo.

"De Sepulchris Occultis Et Igne Profanationis" è un album non semplice da approcciare, profondo, contorto e disturbante, tanto da richiedere attenzione estrema nell'ascolto al fine di coglierne i preziosi dettagli (spesso distanti dalla confort zone dell'estremo), le malvagie peculiarità e, soprattutto, la sua reale essenza che affonda gli artigli nel nero più assoluto come un rapace farebbe con la sua povera preda, una essenza che si nutre dell'abilità di un gruppo "diverso", abilissimo in fase di scrittura e padrone della propria arte oscura.
Arte, mi piace definirla metafisica, alla quale ogni amante del Black Metal più tetro dovrebbe rivolgere la propria adorazione e la parte più nera della propria anima.

Bentornati.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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