Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2026
Durata:35 min.
Etichetta:Me Saco un Ojo Records
Distribuzione:Me Saco un Ojo Records

Tracklist

  1. INTRO
  2. ABYSSAL EARTH ERADICATES
  3. ALTAR OF DEVOTED SLAUGHTER
  4. LUCID DREAM TRAUMA
  5. PERSECUTION MADNESS
  6. DRAGGED BENEATH THE GRAVE
  7. WANDERING ASHDREAM
  8. FROZEN TOMB
  9. NOCTURNAL VISIONS

Line up

  • Toshihiro Seki: Bass (2015-present)
  • Haruki Tokutake: Drums (2015-present)
  • Takehitopsy Seki: Guitars, Vocals (2015-present)

Voto medio utenti

Questo secondo album dei giapponesi Invictus segna un’evoluzione chiara e coerente rispetto al debutto. “Nocturnal Visions” (Me Saco un Ojo Records) si presenta come un disco di death metal classico, pesante e compatto, che abbandona in larga parte le contaminazioni thrash che caratterizzavano il primo full-length.

Se in precedenza la band si muoveva su un death metal maggiormente ibridato con il thrash, includendo passaggi groove e soluzioni riconducibili alla scia di gruppi come Pestilence e Demolition Hammer, qui l’approccio è decisamente più radicato nel death metal in senso pieno. Le coordinate stilistiche guardano con decisione alla tradizione statunitense, richiamando nomi come Monstrosity e Immolation, ma più in generale l’intero filone del death metal americano più solido e muscolare.
All’interno di questo impianto non mancano comunque momenti particolarmente densi, caratterizzati da texture profonde e oscure, in cui il lavoro chitarristico assume un ruolo centrale. Soprattutto nei passaggi più lenti emerge un groove marcato e opprimente che può richiamare anche la scuola europea, con evidenti affinità con realtà come Bolt Thrower e Benediction, senza dimenticare certi richiami ai Sinister.

“Nocturnal Visions” è dunque un album convincente, solido e stratificato, che non cerca soluzioni raffinate o artificiose, ma punta dritto alla sostanza: potenza, devastazione, atmosfera catacombale e un suono pesante, mastodontico nel suo incedere. Non c’è nulla di realmente nuovo sotto il sole, ma la resa complessiva è di alto livello e conferma il gruppo come interprete credibile e autorevole del death metal tradizionale.

Recensione a cura di James Curzi

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