Copertina 8

Info

Anno di uscita:2025
Durata:42 min.
Etichetta:Cargo Records UK

Tracklist

  1. THE SOUND OF VICTORY
  2. INVINCIBLE
  3. RUNNIN’ THE GAUNTLET
  4. HEART OF A LION
  5. PRISONER OF THE HEART
  6. STAND OR FALL
  7. THERE’S A LIGHT
  8. BROTHERS IN ARMS
  9. FREEDOM
  10. NO SURRENDER
  11. THE REASON FOR EVERYTHING

Line up

  • Stan Bush: vocals, backing vocals
  • Holger Fath: guitars
  • Craig Yamek: drums
  • Mick Mahan: bass
  • Holger Fath: keyboards

Voto medio utenti

Come si fa a ignorare il nuovo (il quindicesimo) lavoro di Stan Bush?
Ok … la frenetica e massiccia mole di uscite discografiche e l’inarrestabile smania rockofila alla ricerca della “nuova sensazione” possono in qualche modo mitigare una negligenza che tuttavia appare, per chi come il sottoscritto è da sempre un fan dell’artista statunitense, veramente ingiustificabile.
Eppure è successo, e se almeno “Born for battle” fosse un’opera deludente e artefatta, potrei appellarmi a quel senso di “pudore” che assale il fedele tifoso quando i suoi beniamini non meritano tanta dedizione, e invece nemmeno questa può essere accampata come una plausibile “scusa”.
Con il capo coperto di cenere, non mi rimane che tentare di rimediare raccontandovi come il leggendario Stan continui imperterrito a sfornare brillanti raccolte di rock melodico dal carattere “cinematografico” e “motivazionale”, rispettando tutti i crismi della Grande Tradizione yankee del settore.
Qualche lettore più “cinico” potrà forse rilevare in questa collezione di suoni “classici” e testi ottimistici e incentivanti un pizzico di fatua “retorica” ottantiana, e tuttavia sono anche certo che qualora costoro siano veri appassionati di AOR, tale eventuale appunto passi istantaneamente in secondo piano di fronte all’imponente carica espressiva di un lotto di canzoni molto appaganti, benché ovviamente prive di “sorprese”.
Del resto non è l’innovazione che si richiede all’ultrasettantenne Bush, un inossidabile Maestro del genere che ci delizia ancora una volta fin dall’atto di apertura di “Born for battle”, titolo “The sound of victory” e una capacità istantanea di euforizzare i sensi dell’ascoltatore appassionato con il suo andamento classicamente incalzante ed enfatico.
A “sorprendere” qui è, semmai, l’ugola irreprensibile di un cantante che ha contribuito a definire i canoni della fonazione modulata adulta e che ancora oggi appare in perfetta simbiosi con un songwriting intriso di classe e intensità, evidenti anche quando si tratta di soppesare un inno vagamente naif del calibro di “Invincible”.
Runnin’ the gauntlet” è un gioiellino di pomp-AOR de-luxe e anche la successiva “Heart of a lion”, con il suo incedere pulsante e sfarzoso, è da considerare un saggio di eccellenza melodica, utile a fornire un modello a chiunque decida di frequentare attivamente queste sonorità.
Se poi si volesse cogliere il modo in cui deve “comportarsi” una ballata crepuscolare ed evocativa, “Prisoner of the heart” e la melodrammatica “There’s a light” sono sicuramente adeguate allo scopo, mentre ad arricchire la quota di brani caratterizzati da un entusiasmante crescendo emotivo ecco arrivare “Stand or fall”, “Brothers in arms”, con i suoi suggestivi bagliori celtici, “Freedom” e “No surrender”, tutta “roba” in grado di incendiare i gangli sensoriali di coloro che non possono fare a meno della musica strepitosa prodotta negli anni da Survivor, John Waite e Bryan Adams.
Con l’atmosfera avvolgente e vellutata di “The reason for everything” si giunge al termine di “Born for battle”, l’ennesima prova di sfavillante integrità artistica di Stan Bush, un “signore” da magnificare per il suo glorioso e seminale passato, ma che al tempo stesso non si può proprio trascurare per il suo radioso presente.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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