“Twój król, mój wróg” (
Via Nocturna, gennaio 2026) è un disco di Black metal che, pur muovendosi saldamente entro i confini del genere, integra in modo evidente influenze Death e una scrittura strutturalmente articolata. L’impressione generale è quella di un lavoro ambizioso, che non si accontenta di soluzioni lineari ma cerca costantemente una complessità compositiva superiore alla media.
Nel corso dell’ascolto affiorano riferimenti alla scena polacca più dissonante e strutturata, con richiami che possono andare dai
Besatt — seppur filtrati attraverso una sensibilità meno immediata —
Actum Inferni, fino a una certa scuola di pensiero riconducibile a nomi come
Kriegsmaschine, soprattutto per l’uso delle dissonanze e per l’approccio non atmosferico in senso stretto. Non siamo infatti di fronte a un Black metal immersivo o contemplativo, bensì a una proposta dinamica, frastagliata, talvolta persino vagamente progressiva, per via di strutture complesse e di continui cambi di direzione.
La musica presenta anche un elemento teatrale, nel senso di una messa in scena sonora ricca di contrasti e stratificazioni, che contribuisce all’originalità complessiva del lavoro. Tuttavia, proprio questa abbondanza di soluzioni rappresenta anche il limite principale del disco: non tanto per una difficoltà di comprensione, quanto per una certa sovrapposizione di elementi che non sempre risultano perfettamente saldati tra loro. In alcuni passaggi la continuità interna si indebolisce, generando una sensazione di disomogeneità strutturale e, talvolta, una lieve dispersione dell’esperienza d’ascolto, come se il fuoco narrativo si perdesse momentaneamente.
Nonostante ciò,
“Twój król, mój wróg” rimane un LP di valore, ricco di intuizioni forti e spunti molto interessanti, che testimoniano una band dotata di personalità e di un’identità non derivativa. Proprio per questo, l’auspicio è che nel prossimo lavoro i
Secfremist riescano a razionalizzare e rendere più organica la propria proposta, mettendo definitivamente in luce un potenziale che qui è già chiaramente percepibile.
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