Sono nati a Stavanger, nel sud-ovest della Norvegia, nel 2007.
Hanno supportato band come
The Haunted, Entombed, Blood Red Throne, In Vain ed In Mourning.
Prima del nuovo album la loro discografia annoverava già 2 EP e 3 full length.... eppure "
IV: The Serpent's Coil" (
WormHoleDeath) mi ha trovato del tutto ignorante in merito e - giustamente - mi ha costretto a ripercorrere i 18 anni che avevo trascurato.
I
Sublime Eyes non sono certo dei novellini nè si approcciano al death melodico (nell'accezione più moderna del genere) con cautela: hanno basi solide, tecnica di ottimo livello e buon gusto musicale.
Però io andrei cauto nel presentarli come adatti a "chi ama band come
Testament, At The Gates, The Black Dahlia Murder, Machine Head ed Insomnium": un simile (dichiarato) potpourri di influenze non disegna precisamente il sound del quintetto norvegese.
Dopo diversi ascolti il nuovo album svela alle mie orecchie echi dei
Soilwork più recenti, riff compressi e parti vocali à la
Gojira e omaggi alla maestosità dei
Behemoth più epici.
"
IV: The Serpent's Coil" è un disco altalentante, piuttosto indeciso e tentennante sulla direzione da prendere nei primi 4 brani ma che dopo la strumentale "
Echoes" cambia decisamente passo, regalandoci una seconda metà decisamente più strutturata e potente.
Il tono si fa più oscuro, rasentando le pareti del black più moderno con brani ottimamente costruiti nelle atmosfere e nelle combinazioni sinfoniche: "
Emperor's Mountain", "
Cast into Hell" ma soprattutto "
Serpent's Coil" e "
Blades of Chaos" alzano il livello ben oltre la sufficienza.
In definitiva un ascolto intenso a tratti, che si riscatta alla grande nel secondo tempo dopo un'inizio tentennante: adesso lo step definitivo sarà trovare la costanza.
Sublime Eyes - "
Blades of Chaos"
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