Al loro secondo album, i
Daidalos, progetto di
Tobias Püschner, qui accompagnato da
Nahuel Lozano alla chitarra e basso, se ne vengono fuori con un concept album sull'Inferno di Dante.
Un po' pretenzioso, non trovate?
Non che siano i primi a farlo, ma ogni volta che mi si tocca il divino poeta, mi sento un po' a disagio... se poi a farlo è un tedesco, parto ancora più prevenuto.
Faccio male?
Nel caso specifico penso di no.
"Dante" è, infatti, un album di Symphonic Black Metal, prodotto in modalità bombastic, con suoni potenti e, a mio parere, troppo "moderni" (se mi capite), suonato bene, violento nelle vocals e nel riffing, ricco di orchestrazioni dal taglio malinconico (protagoniste assolute), formalmente senza difetti ma, sempre a mio modesto parere, senza anima.
Un concept del genere, un album del genere, avrebbero meritato ben altra atmosfera, invece qui abbiamo una sorta di versione molto estrema di un gruppo power metal dall'approccio cinematrografico, con tutto quello che questo, in bene o in male, possa significare... cosa voglio dire? Gli estimatori del Black Metal orchestrale, brutale ma piatto, credo apprezzeranno questo album, chi, invece, fosse amante del nero vero, non sarà attratto da questo genere di musica.
Mai come in questa occasione, saranno i gusti personali ad indicare la direzione.
Fate Vobis.
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