Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2020
Durata:57 min.
Etichetta:Candlelight Records

Tracklist

  1. MISDEEDS OF FAITH
  2. A HOSTILE FATE (THE WAYFARER PT. 4)
  3. ABSOLVED IN FIRE
  4. THE RECKONING DAWN
  5. A GREATNESS UNDONE
  6. BETWIXT TWO CROWNS
  7. YIELDING THE MARCH LAW
  8. IN DARKNESS BEGOTTEN

Line up

  • Simon Lucas: drums, percussion, vocals (spoken word)
  • Chris Naughton: vocals, guitars, bass
  • Nick Wallwork: bass, guitars, vocals (backing)
  • Dan Capp: guitars, bass (acoustic), vocals (backing)
  • Mark Deeks: keyboards, vocals (backing)

Voto medio utenti

I Winterfylleth non devono dimostrare più niente a nessuno: dal 2008 con il debut "The Ghost of Heritage" sino a "The Hallowing of Heirdom" del 2018, la band di Chris Naughton ha realizzato solamente dischi di grandissima levatura e diventando quello che reputo il miglior black metal act del Regno Unito.
Il lavoro del 2018 ha rappresentato una sorta di "unicum" nella produzione dei nostri, un album in cui la componente acustica permeava ogni brano non lasciando alcuno spazio al metallo nero (profondamente e visceralmente intessuto di melodie ancestrali e feroci) a cui i Winterfylleth ci avevano abituato, ed in conclusione di recensione mi ero domandato se quella sarebbe stata da lì in avanti la direzione musicale del gruppo.
"The Reckoning Dawn", il settimo full length edito come di consueto dalla britannica Candlelight Records, impiega meno di dieci secondi dell'opener "Misdeeds of Faith" per dissipare ogni dubbio.

Se "The Hallowing of Heirdom" era crepuscolare, quieto, carezzevole come la natura quando lascia dietro di sè l'abbagliante calura estiva per l'umida decadenza autunnale, il nuovo disco sibila, punge, sferza come le gelide brughiere albioniche spazzate dal vento invernale.
A partire dall'artwork, come da consuetudine intriso dell'amore per i colori e le forme della loro terra, "The Reckoning Dawn" suona brutale, incessante nella sua furia primordiale, sostenuto dal ronzare continuo delle due asce di Naughton e Capp e dalle urla strazianti dello stesso Chris.
I Winterfylleth non hanno perso un grammo della loro immensa capacità compositiva ed evocativa sia quando decidono di inserire parti folkeggianti ed intrecciare le voci di Capp e Deeks (oltre che dello stesso Naughton) in "A Hostile Fate"(The Wayfarer pt.4, che riprende e prosegue brani del secondo disco "The Mercian Sphere"), sia quando lasciano spazio alla brutalità ed alla ferocia delle magnifiche "Absolved in Fire" o "A Greatness Undone".
Come sempre accade nei loro dischi, alla furia pagana ed ancestrale che esplode in ogni brano, i ragazzi di Manchester uniscono un'epicità, un gusto per le melodie ed una vena romantica difficili da spiegare a parole: molto meglio ascoltare l'intermezzo acustico "Betwixt Two Crowns" o la chiosa soffusa e suadente di "In Darkness Begotten".

L'unico aspetto di "The Reckoning Dawn" che mi ha lasciato un filo insoddisfatto riguarda la produzione dei suoni e specialmente della batteria: l'ho trovato eccessivamente pomposo e "laccato", avrei preferito un drumming più old style.
Sfumature e gusti del tutto soggettivi comunque: di oggettivo c'è l'ennesimo grande disco di una band di riferimento per il genere, l'ennesimo concentrato di emozioni che aspettano solo di essere scatenate.

Winterfylleth - "Yielding The March Law"


Recensione a cura di Alessandro Zaina

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