Lömsk - Act II - Of Iron and Blood

Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:43 min.
Etichetta:Vendetta Records

Tracklist

  1. FIELDS OF ELYSIUM
  2. OF IRON AND BLOOD
  3. REQUIEM OF FIRE
  4. ENTROPIA
  5. THE GATHERING STORM
  6. CHIMAERA
  7. STARE INTO THE VOID
  8. FURIA
  9. THE SILENCE THEREAFTER

Line up

  • The Captain: drums
  • The Major: guitars (lead)
  • The Lieutenant: guitars (rhythm)
  • The Colonel: vocals, bass

Voto medio utenti

Dopo un buon EP di esordio, uscito nel 2024, gli svedesi Lömsk rilasciano "Act II - Of Iron and Blood", per Vendetta Records, proseguendo il percorso artistico, inaugurato due anni fa, che conduce i nostri in un ambito strettamente legato alla guerra, sia sotto il profilo musicale, sia sotto quello inerente l'immagine del gruppo stesso.
A differenza dei tanto celebrati 1914 e Kanonenfieber, ai quali immediatamente si pensa quando si affrontato temi del genere, gli svedesi hanno un approccio molto più atmosferico alla tematica, quasi malinconico direi, preferendo, quindi, concentrarsi sulle conseguenza delle guerre piuttosto che farne rivivere le sensazioni delle battaglie, scrivendo, per tanto, brani melodici, anche se non mancano asprezze più estreme (come nella ottima opener), tristi ed a tratti disperati, brani che, ben strutturati e suonati, non possono non rimandare ai Mgla tanti sono i riferimenti alle strutture sonore (e vocali) tipiche dei maestri polacchi.
I Lömsk, come accaduto anche in occasione del primo lavoro, sono ancora alla ricerca di una propria identità precisa, sebbene la qualità del songwriting sia buona, e le atmosfere disegnate in "Act II - Of Iron and Blood" davvero ben congegnate nel riportare quelle sensazioni di scoramento e vuoto che, inevitabilmente, colpiscono l'animo umano a seguito delle atrocità di quella pratica assurda che chiamiamo guerra. Appare quindi chiaro che i Lömsk sono un gruppo con ampi margini di miglioramento che, se sarà in grado di sganciarsi dai suoi modelli di riferimento, potrà essere in grado di dire la sua nel variegato mondo dell'estremo in musica, indipendentemente dall'approccio melodico, e riflessivo, ad esso.
Per ora, vi consiglio di ascoltare questo album, soprattutto se amate le atmosfere più che l'approccio diretto alla composizione, con l'avvertimento che non troverete qualcosa di epocale o di mai sentito prima, ma della buona musica, fatta con intelligenza e prodotta bene, certamente si.
E credo, di questi tempi, sia già molto.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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